Nuorese isolato e punito: il Governo smantella la scuola nel Centro Sardegna

Salvatore

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Nuorese isolato e punito: il Governo smantella la scuola nel Centro Sardegna

testo e immagini di Salvatore Novellu
martedì 10 Febbraio 2026 - 05:00
Nuorese isolato e punito: il Governo smantella la scuola nel Centro Sardegna

Conferenza provinciale sulla scuola


IL VIDEO SERVIZIO:
NUORO
– I giochi sembrano ormai fatti. Nonostante le mobilitazioni e gli appelli delle scorse settimane, le speranze che Roma possa rivedere il piano di dimensionamento scolastico imposto al Nuorese e all’Ogliastra sono ridotte al lumicino. Eppure, proprio in questo scenario dove i margini di manovra appaiono minimi, diventa fondamentale far sentire la voce di un territorio che rifiuta di rassegnarsi. È proprio in quest’ottica di resistenza che, dopo la manifestazione di venerdì scorso davanti alla Prefettura, si è svolto ieri mattina nella sala consiglio della Provincia un incontro istituzionale promosso dal presidente, Giuseppe Ciccolini, e dalla consigliera delegata all’istruzione, Lisetta Bidoni. Un appuntamento durante il quale lo stesso Ciccolini non ha mancato di rilevare con amarezza la scarsa partecipazione dei sindaci del territorio, un segnale che riflette forse lo scoramento delle amministrazioni locali di fronte a decisioni percepite come ormai irrevocabili.

Conferenza provinciale sulla scuola (foto S.Novellu)

Conferenza provinciale sulla scuola

LE CARENZE DELLA REGIONE – Nel corso di più interventi è emerso che la Regione non ha svolto alcun reale ruolo di mediazione, pur potendosi avvalere del proprio Statuto Speciale e, invece di farsi carico delle posizioni espresse da Province, Comuni e mondo della scuola, ha lasciato che fosse il commissario ad acta nominato dal Governo Feliziani a decidere in via sostitutiva. In questo modo il dimensionamento è diventato un atto imposto, e imposto solo ad alcune zone, come Nuorese e Ogliastra, scaricando sugli enti locali e sulle comunità scolastiche le conseguenze di tagli decisi altrove, senza assunzione di responsabilità politica da parte della Regione. Pasquale Mereu, sindaco di Orgosolo, ha posto l’accento sul ruolo della Regione, in molti casi dalla visione troppo “cagliaricentrica”, e sulla necessità di leggi regionali efficaci per tutelare le autonomie scolastiche e il personale. Ha inoltre invocato la coesione tra i comuni, e di aprire un dialogo istituzionale con lo Stato, «se serve anche con gesti eclatanti come il ritiro della bandiera italiana in tutti i comuni della Sardegna, o di coinvolgere nella problematica il presidente della Repubblica Mattarella, che sabato sarà a Nuoro: «Lo stato si preoccupa solo di pattugliare il territorio, mentre vertenze come la scuola, i trasporti, l’energia e altri servizi essenziali per le comunità interne continuano a rimanere aperte».

Pasquale Mereu, sindaco di Orgosolo (foto S.Novellu)

Pasquale Mereu, sindaco di Orgosolo

L’ATTEGGIAMENTO PUNITIVO DELLO STATO – L’atteggiamento punitivo del governo di Roma nei confronti del Nuorese è stato ben evidenziato da Lisetta Bidoni, che ha definito il dimensionamento scolastico imposto al territorio «uno dei passaggi più gravi e dannosi degli ultimi vent’anni per l’istruzione nel Centro Sardegna», evidenziando, oltre ai tagli, l’esclusione della Sardegna dalla ripartizione di 19 milioni di euro del fondo nazionale 2026–2027. Ha poi richiamato l’attenzione su un’altra nota dolente: la drastica riduzione dei comuni montani che passeranno da 207 a 132.  Così come «Dal 2015–2016 il territorio nuorese contava 57 autonomie scolastiche; nel 2026–2027 ne resteranno solo 27, senza alcuna giustificazione demografica».

Lisetta Bidoni (foto S.Novellu)

Lisetta Bidoni

Ciccolini ha ribadito come il piano preveda tre accorpamenti nella sola città di Nuoro (istituti Satta, Asproni, Podda e Borrotzu), oltre alle scuole di Orgosolo accorpate a Oliena, e ai due dimensionamenti in Ogliastra. «Non mi piace parlare di abbandono – ha dichiarato – ma è evidente che in territori come il nostro, segnati da distanze, carenze infrastrutturali e problemi di mobilità, il diritto allo studio rischia di essere fortemente compromesso». Il Presidente ha ricordato come la Conferenza provinciale avesse già deliberato di non procedere con accorpamenti per l’anno in corso, per garantire un confronto reale e partecipato con scuole, sindacati, istituzioni e famiglie; «ma quella richiesta non è stata ascoltata, costringendo i territori ad applicare una normativa nazionale rigida e centralistica». Ciccolini ha anche evidenziato le contraddizioni nella gestione delle risorse: «Sui territori interni viene applicata una rigidità assoluta quando si tratta di investimenti. Nessuna deroga, nonostante la Provincia di Nuoro abbia realizzato 16 milioni di euro di interventi nelle scuole, quando si tratta di tagliare servizi e presìdi».

Domenico Cabula (foto S.Novellu)

Domenico Cabula

L’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Nuoro, Domenico Cabula, ha sottolineato l’importanza di rispettare le decisioni delle conferenze provinciali, ribadendo che non si può agire ignorando le specificità territoriali. Nel quadro dell’atteggiamento punitivo del Governo nei confronti della Sardegna, oltre al dimensionamento scolastico, a quello dei Comuni Montani citato da Bidoni, Cabula richiama anche «il trasporto della malavita nazionale al 41 bis nelle carceri isolane… A questo punto occorre mobilitarsi in maniera tangibile, non per la difesa dei dirigenti scolastici, ma per la tutela del territorio».

Maria Luisa Ariu - CISL Nuoro (foto S.Novellu)

Maria Luisa Ariu – CISL Nuoro

Dello stesso avviso Maria Luisa Ariu, segretaria generale della CISL di Nuoro, secondo la quale il dimensionamento comporterà tagli anche tra il personale amministrativo e didattico, disorganizzazione interna, spostamenti dei docenti e conseguenze sulla continuità educativa, e ricordato le disparità di trattamento tra territori: in zone come Nuoro con circa 34.000 abitanti, si registra il taglio di tre autonomie scolastiche, mentre province come Oristano non subiscono riduzioni.

Maria Josepha Serusi, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Pietro Borrotzu, ha denunciato come il trasporto pubblico (gestito dall’ARST) e l’edilizia scolastica siano ancora fermi a problematiche di decenni fa, portando l’attenzione su criticità concrete come mense inadeguate e ascensori fuori servizio che costringono il personale a trasportare i pasti a mano. «I nostri pareri non interessano a nessuno, le scelte vengono fatte per altre ragioni».

Rosanna Fronteddu - GILDA (foto S.Novellu)

Rosanna Fronteddu – GILDA

Dello stesso parere Rosanna Fronteddu, docente della primaria all’Istituto Comprensivo di Dorgali e componente della GiILDA degli insegnanti, la quale ha sottolineato le conseguenze pratiche dei dimensionamenti: «Gestire classi più numerose significa maggiore pressione su docenti, collaboratori scolastici e segreteria, con ripercussioni su vigilanza, didattica e organizzazione quotidiana. La quantità influisce sulla qualità e non possiamo ignorarlo».

La sindaca di Dorgali, Angela Testone, lancia un monito sulla crisi dei servizi in provincia: «Il calo demografico è inarrestabile, ma non possiamo restare fermi a guardare. Serve una legge regionale sulla scuola che combatta una dispersione scolastica spaventosa».

In conclusione, Ciccolini ha ribadito: «Non chiediamo privilegi, ma trasparenza e rispetto. Vogliamo capire perché nove dimensionamenti in tutta la Sardegna colpiscano in modo così concentrato il Centro Sardegna e Nuoro. La Provincia non arretrerà di un millimetro». E ha invitato a un impegno collettivo per difendere il diritto allo studio e la coesione sociale delle comunità interne, sottolineando come ogni decisione debba essere basata su dati concreti e ascolto diretto di studenti, famiglie e operatori scolastici.

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