La fantasia criminale dei truffatori in Sardegna non sembra conoscere confini, arrivando a toccare le corde più profonde della fiducia e della fede. Oltre ai classici travestimenti da agenti delle Forze dell’Ordine, tecnici dell’energia o corrieri, nell’Isola si registra un aumento di casi in cui i malviventi si presentano alla porta persino nelle vesti di sacerdoti. Un fenomeno inquietante che ha spinto l’ANAP Confartigianato Sardegna a lanciare un nuovo, accorato appello alla prevenzione.
LA FEDE USATA COME ESCA – “Il travestimento da prete è l’ultima frontiera di una strategia mirata a colpire gli anziani nei loro valori più solidi. I truffatori sfruttano l’autorevolezza della figura religiosa per entrare nelle case, spesso con la scusa di benedizioni, raccolte fondi per la parrocchia o assistenza a bisognosi della comunità. Le truffe che coinvolgono persone fragili, in particolare chi vive solo, rappresentano un problema sociale grave che richiede la massima allerta da parte di tutti.” Evidenzia Giovanni Mellino, Presidente di ANAP Confartigianato Sardegna
L’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE – Davanti a una “raffica” di episodi che sta interessando diverse province sarde, l’obiettivo è trasformare l’informazione in autodifesa. La conoscenza degli schemi più diffusi è la prima arma di protezione per la popolazione anziana. È fondamentale non farsi condizionare dall’urgenza di richieste di denaro o dalla pressione psicologica esercitata da chi si presenta alla porta, verificando sempre l’identità di chiunque chieda di entrare, indipendentemente dall’abito o dalla divisa che indossa.
FARE RETE CON I DEBOLI – La chiave per arginare questa ondata di raggiri è la sinergia tra istituzioni, Forze dell’Ordine e cittadini. Sebbene crescano i casi a “lieto fine” grazie all’intervento tempestivo delle autorità, la prevenzione resta lo strumento più efficace. L’invito finale è quello della solidarietà di vicinato: prestare attenzione alle persone anziane del proprio palazzo o quartiere e segnalare immediatamente ogni movimento sospetto al 112 o al 113 per evitare che situazioni simili si ripetano.
VADEMECUM ANTI-TRUFFA: COME DIFENDERSI – Le tecniche dei malviventi sono sempre più sofisticate, ma esistono regole d’oro per evitare di cadere in trappola. La prevenzione è l’arma più efficace per proteggere se stessi e i propri cari.
COME RICONOSCERE I FINTI RELIGIOSI
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Controlla gli avvisi parrocchiali: I sacerdoti e i collaboratori parrocchiali solitamente annunciano le visite (come le benedizioni delle case) durante le messe o con avvisi affissi nelle bacheche della chiesa e nei condomini.
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Niente denaro contante: Diffida sempre di chiunque si presenti a nome della Chiesa chiedendo offerte in contanti alla porta. Le raccolte fondi ufficiali avvengono solitamente in chiesa o tramite canali tracciabili.
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Verifica in parrocchia: In caso di dubbio, non far entrare nessuno. Chiudi la porta e chiama direttamente il parroco o la segreteria della parrocchia per avere conferma della visita.
I SEGNALI DI ALLERTA PER ALTRI TRAVESTIMENTI
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Finti Tecnici e Operai: Aziende di luce, gas o acqua non inviano quasi mai personale per riscuotere bollette o controllare impianti senza un appuntamento prefissato o una comunicazione scritta preventiva.
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Finti Agenti in divisa: Le Forze dell’Ordine non si presentano a casa per chiedere di controllare l’autenticità delle banconote o per visionare oro e gioielli “per metterli al sicuro”.
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L’urgenza è un trucco: I truffatori mettono fretta (un parente in difficoltà, una bolletta scaduta, un pericolo imminente). L’urgenza serve a non farti riflettere: prenditi sempre il tuo tempo e chiama i soccorsi ufficiali (112)
