Orrore tra le mura di casa a Sassari: 25enne segregata, violentata e costretta a mangiare cibo dal pavimento dal compagno

Salvatore

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Orrore tra le mura di casa a Sassari: 25enne segregata, violentata e costretta a mangiare cibo dal pavimento dal compagno

Orrore a Sassari: costretta a mangiare dal pavimento e minacciata con l’acido dal compagno aguzzino
lunedì 09 Febbraio 2026 - 15:21
Orrore tra le mura di casa a Sassari: 25enne segregata, violentata e costretta a mangiare cibo dal pavimento  dal compagno

violenza donne (pixabay)

SASSARI –  Un incubo durato dieci giorni, consumato tra le mura di un’abitazione trasformata in una prigione. È lo scenario agghiacciante scoperto dai Carabinieri della Sezione Radiomobile di Sassari, che nella tarda serata del 6 febbraio hanno liberato una ragazza di 25 anni, vittima di indicibili violenze da parte del fidanzato, un uomo di 34 anni arrestato in flagranza di reato.

L’allarme è scattato grazie alla madre della giovane, preoccupata dal silenzio della figlia. Per accedere all’appartamento, i militari hanno dovuto utilizzare un cestello dei Vigili del Fuoco, entrando da una finestra poiché l’uomo si rifiutava di aprire la porta. Una volta all’interno, i Carabinieri hanno trovato la vittima visibilmente scossa e ricoperta di ecchimosi.

MESI DI SEVIZIE E UMILIAZIONI – Le indagini hanno svelato una realtà ancora più cupa: la relazione tra i due si era incrinata già da tre mesi, periodo durante il quale l’uomo l’avrebbe sottoposta a costanti umiliazioni, insulti e percosse, arrivando a spegnerle sigarette sulle braccia. Durante i dieci giorni di segregazione, la crudeltà del trentaquattrenne ha raggiunto livelli estremi: la ragazza riceveva pochissimo cibo, che spesso le veniva gettato a terra dopo essere stato calpestato e sporcato con sputi.

TORTURE E VIOLENZE SISTEMATICHE –  Il racconto della giovane descrive un calvario di torture psicologiche e fisiche: minacciata di essere sfigurata con l’acido, indotta a bere candeggina e punita per un tentativo di fuga con il taglio forzato dei capelli tramite un rasoio. Inoltre, la vittima ha riferito di essere stata costretta a ingerire massicce quantità di psicofarmaci affinché il suo aguzzino potesse abusare di lei mentre si trovava in stato di incoscienza.

L’ITER GIUDIZIARIO –  L’uomo deve ora rispondere di accuse pesantissime: sequestro di persona, tortura, lesioni personali, maltrattamenti contro familiari e resistenza a pubblico ufficiale. Comparso davanti al GIP per l’interrogatorio di garanzia, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Le indagini proseguono per accertare ogni dettaglio di questa vicenda che ha profondamente scosso la comunità sassarese.

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