Privacy e controllo di massa: il dibattito a Nuoro del Comitato Quinto Elemento

Franceschino Nieddu

Per la tua pubblicità su Cronache Nuoresi scrivi una mail a: commerciale@cronachenuoresi.it o chiama il n. +39 324 952 7229

Privacy e controllo di massa: il dibattito a Nuoro del Comitato Quinto Elemento

domenica 08 Febbraio 2026 - 09:30
Privacy e controllo di massa: il dibattito a Nuoro del Comitato Quinto Elemento

NUORO – I nostri dati sensibili sono davvero inviolabili? La nostra privacy è realmente tutelata o esiste un controllo di massa sistematico? Quali sono le reali funzioni di  internet, dei social e dei nuovi strumenti di comunicazione nell’era della tecnologia? Questi sono i principali interrogativi ai quali si è cercato di dare risposta durante la conferenza dibattito promossa ieri sera, presso la sala dell’Hotel Grillo, dal Comitato Quinto Elemento di Nuoro, sorto – come ha spiegato nell’introduzione Antonio Cavada – durante il periodo del Covid per superare le difficoltà imposte dalle restrizioni. Secondo Cavada, oggi esistono élite capaci di controllare la popolazione attraverso concetti spesso mistificati. Viviamo in un’era in cui sono state imposte scelte come le macchine elettriche per la difesa del CO2, i parchi eolici e il fotovoltaico, per i quali è necessario acquisire terreni, citando quanto avvenuto in Costa Smeralda. Il comitato si occupa attivamente di tali temi, inclusi il 5G e le libertà individuali, focalizzando l’incontro odierno sulla sorveglianza di massa.
Dalle torri medioevali al controllo digitale – La relazione principale è stata affidata a Francesco Mele, ingegnere informatico, studioso di medicina erborista e divulgatore scientifico di fenomeni astronomici, che ha illustrato le modalità del controllo sociale. Mele ha tracciato un parallelo storico: se le torri medioevali furono il primo strumento di controllo (non solo per difesa), il tribunale dell’inquisizione rappresentò l’istituzione deputata a perseguitare gli eretici e a controllare le opinioni di chi non accettava i dogmi della Chiesa. In epoca moderna, la stampa e successivamente la radio e la tv hanno assunto questo ruolo, fino ad arrivare allo sviluppo tecnologico attuale. Con internet, la connettività globale ha portato a un estremo accentramento di potere nelle mani dei colossi informatici.

Il connubio tra governi e colossi privati – Perché si raccolgono dati? Durante l’incontro è stato evidenziato il connubio tra governi e società private. Mele ha richiamato il caso di un esperto di controspionaggio americano che, lasciato l’incarico e rifugiatosi a Hong Kong, ha divulgato documenti riservati. Tali carte dimostrano come alcune società fornitrici di indirizzi internet consegnino ai governi i dati relativi a mesi di traffico mondiale. Tra gli stati più attivi nella raccolta dati figurano la Gran Bretagna e, solo in parte, la Germania. L’Inghilterra, in particolare, intercetta le informazioni attraverso i cavi sottomarini, poiché internet viaggia prevalentemente su rete fisica piuttosto che satellitare. Nonostante la crittografia, i governi spesso affidano a privati la raccolta di dati informatici che, una volta acquisiti, permettono di conoscere e controllare le persone, arrivando a ricostruire modelli dei cervelli umani.
Esempi di sorveglianza quotidiana – Il controllo passa anche attraverso gli acquisti e la tecnologia d’uso comune, come la profilazione commerciale: già nel 2012, tramite carte di credito e carte fedeltà, è stato possibile monitorare le abitudini d’acquisto. È stato citato il caso di un uomo che ha scoperto la gravidanza della figlia ricevendo sul cellulare pubblicità mirata di pannolini e prodotti per gestanti. Poi ci sono le chat e i social: molti servizi gratuiti acquisiscono dati per controllare le comunicazioni, lo scambio di brevetti, la vita sentimentale e i comportamenti individuali. Le automobili più moderne, invece, sono di videocamere e sensori attraverso i quali si può studiare la personalità di un individuo e prevederne le scelte future grazie all’intelligenza artificiale, incrociando foto, frequentazioni e posizione geografica.
Infine, ci sono le ritorsioni e la censura: sono stati riportati casi di banche che hanno chiuso conti correnti a clienti per le loro posizioni politiche (come il sostegno a Putin). Inoltre, è stata citata una proposta nel Parlamento Europeo per obbligare i servizi di messaggistica a bloccare determinati messaggi.
La situazione in Italia e le tecniche di difesa – In Italia, la conservazione dei dati è consentita per un massimo di sette anni, dopodiché le compagnie telefoniche applicano i propri criteri. Anche attraverso il roaming con compagnie straniere avviene un’acquisizione di dati tramite sistemi di controllo esteri. Come difendersi? Esistono alcuni metodi suggeriti durante l’incontro per limitare l’intrusione tecnologica: disabilitare alcune app o sostituirle con versioni più sicure, bloccare le funzioni di tracciamento, avvolgere il cellulare nella carta di alluminio o inserirlo in una scatola metallica chiusa per schermarlo, oppure, lasciare il dispositivo a casa o usarlo solo in caso di estrema necessità. (F.NIEDDU)

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Sostieni l'informazione libera e indipendente di Cronache Nuoresi