#NUORO – «Non si può amministrare un territorio con un simile grado di approssimazione, ignorando il valore strategico che l’istruzione riveste in un’area già fortemente provata da un grave disagio economico e sociale». Con queste parole Annico Pau, ex sindaco della città nonché presidente dell’Associazione Mazziniana “Giorgio Asproni”, interviene duramente sulla soppressione delle autonomie scolastiche a Nuoro, denunciando una gestione del sistema scolastico locale priva di visione e basata esclusivamente su criteri contabili.
Il paradosso dell’Einstein Telescope – Secondo la posizione espressa dall’Associazione, il territorio si trova di fronte a un paradosso evidente. Da una parte, lo Stato punta a proiettare l’area verso il futuro attraverso l’investimento tecnologico internazionale dell’Einstein Telescope; dall’altra, procede a un ridimensionamento della rete scolastica con interventi definiti “indiscriminati”. Per Pau, amministrare l’istruzione come una mera pratica burocratica non è solo un errore, ma rappresenta un vero e proprio tradimento delle prospettive future della comunità.
Istituzioni storiche sotto la scure – I tagli colpiscono istituzioni che sono pilastri della memoria e della formazione cittadina. Tra queste, il Liceo Classico “Giorgio Asproni”, che da oltre mezzo secolo forma le eccellenze del territorio, e il Liceo “Sebastiano Satta” (già Istituto Magistrale), realtà che nel secondo dopoguerra ebbe il merito storico di sottrarre le zone interne all’analfabetismo grazie ai suoi maestri. Non meno rilevante è il ruolo della Scuola Elementare Podda, da sempre punto di riferimento fondamentale per la comunità nuorese.
Mobilitazione contro le scelte “dall’alto” – L’Associazione Mazziniana ha annunciato che non resterà a guardare. Oltre a esprimere piena solidarietà alle istituzioni coinvolte, si dichiara pronta a intraprendere iniziative di mobilitazione. La critica è rivolta a una classe politica accusata di imporre soluzioni calate dall’alto, senza un confronto reale con il territorio e facendo ricorso allo strumento dei commissariamenti. Il rischio, conclude Pau, è quello di svuotare il diritto allo studio e compromettere la dignità di un territorio che necessita di presìdi culturali stabili. La cultura, ribadisce l’Associazione, non può subire smantellamenti poiché costituisce l’unico fondamento per uno sviluppo autentico.
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