Giustizia. Nuoro il fronte del “Sì”: «Non è una riforma di destra, serve a battere il correntismo»

Salvatore

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Giustizia. Nuoro il fronte del “Sì”: «Non è una riforma di destra, serve a battere il correntismo»

di Sonia Meloni
sabato 07 Febbraio 2026 - 10:31
Giustizia. Nuoro il fronte del “Sì”: «Non è una riforma di destra, serve a battere il correntismo»

Incontro all'Exmè per il Si della Riforma Giustizia (F. S. Meloni)

NUORO – Sottrarre la magistratura al giogo delle correnti, garantire un giudice realmente terzo e restituire dignità costituzionale alla difesa. Sono questi i pilastri su cui poggia la campagna per il “Sì” al referendum sulla riforma della Giustizia del prossimo 22 e 23 marzo, presentati ieri, venerdì 6 febbraio, durante l’affollato incontro pubblico organizzato dal gruppo SiAmo Nuoro presso la sala convegni dell’ExMè.

Il dibattito, moderato dall’avvocato e consigliera comunale Bastianella Buffoni, ha visto confrontarsi giuristi e rappresentanti dei comitati referendari in quello che è stato il primo appuntamento cittadino interamente dedicato alle ragioni della riforma. Ad aprire i lavori, i saluti di Pierluigi Saiu, consigliere comunale e provinciale, che ha introdotto una serata densa di spunti tecnici e politici.

Incontro all’Exmè per il Si della Riforma Giustizia (F. S. Meloni)

OLTRE LE IDEOLOGIE: UNA RIFORMA PER TUTTI –  «La separazione delle carriere non è una riforma di destra», ha scandito con nettezza l’avvocato Basilio Brodu, del foro di Nuoro e componente della Camera penale. Secondo Brodu, si tratta di un intervento necessario per superare le «anomalie» del sistema attuale e contrastare un correntismo che ha «inquinato la magistratura». La chiave di volta è individuata nel sorteggio per i membri del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura): «Un meccanismo di democrazia sostanziale che spezza definitivamente la catena del potere correntizio».

Sulla stessa linea il presidente della Camera penale nuorese, Giovanni Colli, che ha ricordato come la riforma affondi le radici nella legge Vassalli e nel lavoro delle Camere penali già dagli anni Novanta. Colli ha precisato che l’inamovibilità dei magistrati (articoli 104 e 107 della Costituzione) resterà intatta, ma che è giunto il momento di dare rango costituzionale alla distinzione tra chi accusa e chi giudica.

Incontro all’Exmè per il Si della Riforma Giustizia (F. S. Meloni)

IL RUOLO DELL’AVVOCATURA –  L’avvocato Stefano Stochino ha rivendicato la centralità degli avvocati nel sistema giustizia, sottolineando come la modifica dell’articolo 111 della Carta sia una battaglia storica per la parità delle parti. «Non bisogna cadere nella logica dei partiti», ha ammonito Stochino, definendo la giustizia una «cosa seria» da non abbandonare a logiche di fazione.

All’incontro hanno partecipato anche Salvatore Marteddu, per il comitato “Pannella, Sciascia, Tortora”, e Marco Porcu, del comitato “Sì Riforma”. Entrambi hanno evidenziato come l’istituzione di un’Alta Corte per i procedimenti disciplinari e i due CSM distinti rappresentino l’unica via per un’autoriforma che la magistratura non è riuscita a compiere da sola.

VERSO IL VOTO DI MARZO  – Il referendum del 22 e 23 marzo, di tipo confermativo (senza obbligo di quorum), chiamerà i cittadini a esprimersi sulla cosiddetta Riforma Nordio. Il quesito, recentemente aggiornato dalla Corte di Cassazione su istanza dei promotori, elenca puntualmente gli articoli della Costituzione oggetto di revisione (tra cui l’87, il 102 e il 110).

Se vincerà il “Sì”, l’ordinamento vedrà la nascita di due organi di autogoverno separati per giudici e pubblici ministeri, nel tentativo di completare quel percorso verso il “giusto processo” iniziato nel 1999 e rimasto, secondo i relatori dell’ExMè, ancora incompiuto.

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