Lo scontro istituzionale tra la Regione Sardegna e il Ministero dell’Istruzione ha raggiunto un punto di non ritorno, trasformando le aule scolastiche nell’ultimo terreno di battaglia politica. Al centro della disputa non ci sono solo numeri o fredde logiche di bilancio, ma il futuro di migliaia di studenti sardi che rischiano di diventare cittadini di serie B a causa di un cavillo burocratico inserito nell’articolo 19 del nuovo Decreto PNRR.

L’assessora Ilaria Portas
La denuncia della Regione e in particolare dell’assessora Ilaria Portas solleva un velo su una strategia centralista che appare quasi punitiva: l’esclusione della Sardegna dai fondi per il personale docente e ATA non sarebbe altro che una “ritorsione” per la resistenza opposta dall’Isola ai tagli selvaggi. Negli ultimi tre anni, la Sardegna ha già visto sparire 38 autonomie scolastiche, sacrificate sull’altare del dimensionamento. L’aggiunta di ulteriori 9 tagli quest’anno, imposti da un commissario ministeriale, segna il passaggio da una gestione condivisa a un’imposizione verticale che scavalca le prerogative della Regione Autonoma.
Il paradosso è evidente: mentre il PNRR dovrebbe servire a colmare i divari territoriali, l’applicazione dell’articolo 19 rischia di allargarli. Negare le risorse per il personale significa, nei fatti, svuotare le scuole di contenuti e servizi, rendendo impossibile la gestione dei plessi soprattutto nelle zone interne e nei piccoli comuni. Qui, la scuola non è solo un luogo di formazione, ma l’ultimo presidio dello Stato contro l’abbandono dei territori. Se chiude la scuola, muore il paese.
La mobilitazione odierna a Nuoro, con l’assemblea davanti alle Magistrali e il presidio in Prefettura, è il segnale che il territorio non è disposto a subire passivamente. Sindacati e istituzioni locali chiedono ora che il Governo torni sui suoi passi, riconoscendo alla Sardegna le risorse necessarie per garantire un servizio scolastico dignitoso. La battaglia non è più solo amministrativa, ma di civiltà: difendere l’autonomia scolastica significa difendere il diritto dei giovani sardi a restare e crescere nella propria terra.
Tagli e dimensionamento, la Sardegna resta al verde: protesta a Nuoro contro il decreto PNRR
