Un giornalista su due in Sardegna ha subito intimidazioni o pressioni nel corso della propria carriera. È l’allarme lanciato dall’Ordine dei Giornalisti della Sardegna durante l’incontro “I Ranucci invisibili. L’informazione sarda e le intimidazioni”, tenutosi lunedì 2 febbraio a Cagliari. Per rispondere a questa emergenza, il Consiglio regionale dell’Ordine ha annunciato lo stanziamento di un fondo sperimentale di 5.000 euro nel prossimo bilancio, destinato a finanziare consulenze legali urgenti per i colleghi colpiti da minacce, con una priorità rivolta ai precari e ai giornalisti non contrattualizzati.

Convegno su minacce e intimidazione giornalisti
I NUMERI DI UN’EMERGENZA – I dati presentati emergono da un’indagine capillare condotta tra gli iscritti attraverso un questionario online che ha raccolto 219 risposte. Il report evidenzia una realtà inquietante: il 52,6% dei partecipanti dichiara di aver vissuto episodi di intimidazione o pressione legati alla propria attività professionale. Il fenomeno colpisce trasversalmente diverse categorie, ma sono i giornalisti impegnati nei settori più “caldi” a essere maggiormente esposti. Secondo i dati anagrafici del campione, il 31,3% degli intervistati si occupa di Attualità e Politica, mentre il 21,7% lavora nel settore della Cronaca.

Convegno su minacce e intimidazione giornalisti
LE FORME DI INTIMIDAZIONE: DAI SOCIAL ALLE QUERELE BAVAGLIO – L’analisi dettagliata delle 115 risposte specifiche sulle modalità di aggressione rivela un panorama variegato e pericoloso:
Minacce verbali: Rappresentano la forma più comune, denunciata dal 37,4% dei giornalisti coinvolti.
Pressioni digitali: Il 28,7% ha subito attacchi tramite social network, email o messaggi.
Intimidazioni legali: Il 15,7% segnala l’uso di querele temerarie o minacce di cause legali come strumento di pressione.
Violenza fisica: Il 14,8% dei colleghi riporta episodi di aggressioni fisiche, pedinamenti o danneggiamenti.

Convegno su minacce e intimidazione giornalisti
VERSO LA TUTELA DELLE QUERELE BAVAGLIO – All’incontro hanno partecipato numerosi esponenti politici dell’Isola, che hanno espresso forte preoccupazione per il fenomeno. I parlamentari presenti si sono impegnati affinché l’Italia recepisca rapidamente la direttiva europea contro le querele bavaglio (SLAPP), una battaglia storica portata avanti dall’Ordine nazionale e dalla Federazione Nazionale della Stampa (FNSI). Mentre nelle prossime settimane verrà definito il regolamento per l’accesso al fondo legale, l’Ordine, nella figura del presidente regionale Giuseppe Meloni, ha ringraziato tutti i colleghi che hanno partecipato al monitoraggio. L’iniziativa non rappresenta solo un supporto economico, ma un segnale politico forte: la difesa della libertà di stampa in Sardegna passa anche attraverso la protezione di chi, senza tutele contrattuali solide, si trova in prima linea nel racconto della realtà.
