Dalla geolocalizzazione dei cori ai sensori virtuali per i turisti: la nuova piattaforma “Tenores” svela i segreti delle quattro voci e segnala gli appuntamenti spontanei nelle piazze dell’isola. Non un semplice archivio, ma un ponte per connettere le radici agro-pastorali alle nuove generazioni.
LE IMMAGINI DELLA PRESENTAZIONE
NUORO – È stata presentata questa mattina, nei locali della provincia di Nuoro, la nuova applicazione mobile dedicata alla scoperta e alla tutela del Canto a Tenore. Il progetto, nato dalla collaborazione tra la Provincia e l’Assessorato Regionale alla cultura, segna un passo decisivo verso la digitalizzazione di uno dei patrimoni immateriali più iconici della Sardegna. L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni per il ventennale del riconoscimento del Canto a Tenore come Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO, avvenuto nel 2005 e festeggiato solennemente nel corso del 2025.

Pierluigi Manca, Roberto Cadeddu, Sonia Mele e Giuseppe Zucca
UN PONTE TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE – Roberto Cadeddu, coordinatore della programmazione e delle relazioni esterne della provincia di Nuoro, ha presentato la nuova applicazione come il risultato di un impegno storico della provincia di Nuoro, ente promotore del riconoscimento UNESCO fin dalle origini. In occasione del ventennale (2005-2025), la provincia ha ottenuto il sostegno della Regione per trasformare la tutela del Canto a Tenore in azioni concrete e tecnologiche. Cadeddu ha descritto il canto come l’essenza dell’identità sarda, capace di unire l’intera isola attraverso il ballo e la ritualità religiosa. Il suo obiettivo non è però “congelare” la tradizione, ma salvaguardarne lo spontaneismo: il tenore deve restare una pratica viva, come quella dei giovani che cantano ancora oggi nelle piazze. L’app serve dunque a garantire il futuro di questa cultura, offrendo strumenti di studio e divulgazione che ne rispettino l’anima popolare.

Roberto Cadeddu e Sonia Mele
Sulla stessa linea la consigliera provinciale con delega alla Cultura Sonia Mele, che ha evidenziato come l’app, denominata Tenores, miri a tutelare le radici agro-pastorali del canto attraverso strumenti moderni. L’obiettivo è duplice: salvaguardare lo “spontaneismo” tipico dei giovani che ancora oggi praticano il canto nelle piazze e nelle stazioni, e offrire ai turisti uno strumento di approfondimento consapevole.

Pierluigi Manca alla presentazione dell’app
LE FUNZIONALITÀ DELL’APP – Il coordinatore tecnico Pierluigi Manca ha illustrato nel dettaglio le potenzialità della piattaforma, che si avvale della consulenza scientifica di esperti come l’etno-musicologo Bastiano Pilosu e il docente di Etnomusicologia nonché direttore scientifico dell’ISRE, Marco Lutzu. L’applicazione offre un’esperienza interattiva completa essendo dotata di una mappa interattiva (con la geolocalizzazione dei comuni dove la pratica del canto è storicamente radicata); sensori virtuali (grazie al GPS, l’utente riceve notifiche informative e ascolti suggeriti quando si trova in prossimità di paesi legati a specifiche modalità di canto); una sezione per l’ascolto (grazie a un player evoluto permette di ascoltare i cinque stili più rappresentativi, con la possibilità unica di isolare le singole quattro voci del coro per comprenderne la struttura tecnica). Non sono state trascurate nemmeno la didattica e il gioco, grazie alla sezione “Gioca col Tenore” è possibile proporre quiz e percorsi a livelli (da “curioso” ad “appassionato”) per stimolare l’apprendimento delle competenze tecniche. L’app, inoltre, è dotata di un archivio aperto, dove i gruppi non ancora censiti potranno iscriversi autonomamente, inviando foto e file audio per arricchire il database.
L’app A Tenores, attualmente disponibile come web app e presto scaricabile dagli store Google e Apple, verrà presentata ufficialmente a Milano durante la fiera “Fai la cosa giusta“. L’evento sarà l’occasione per promuovere un turismo sostenibile e culturale legato all’identità sarda.
Infine, è prevista l’integrazione di un calendario, curato da Pierluigi Manca, che segnalerà le feste spontanee e le manifestazioni religiose dove sarà possibile ascoltare i Tenores dal vivo, superando la logica del classico concerto, per restituire il canto al suo contesto naturale spontaneo.
