Trasporti in Sardegna, l’allarme Coldiretti: i costi delle merci salgono del 50%

Salvatore

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Trasporti in Sardegna, l’allarme Coldiretti: i costi delle merci salgono del 50%

mercoledì 04 Febbraio 2026 - 09:21
Trasporti in Sardegna, l’allarme Coldiretti: i costi delle merci salgono del 50%

Incontro territoriale Coldiretti Sardegna

Trasportare merci da e per la Sardegna è diventato un lusso insostenibile che rischia di soffocare il settore primario dell’Isola. Nel corso dell’incontro conclusivo dei tavoli territoriali organizzato da Coldiretti Sardegna a Cagliari, è emerso un dato allarmante: negli ultimi cinque anni i rincari dei trasporti hanno raggiunto il 50%, con una crescita media annua del 10%. Al vertice hanno partecipato il presidente regionale Battista Cualbu, il direttore Luca Saba, i rappresentanti delle federazioni provinciali di Cagliari, Nuoro, Sassari e Oristano, insieme agli assessori regionali dell’Agricoltura, Francesco Agus, e dei Trasporti, Barbara Manca. Sul tavolo, le criticità strutturali che minano la competitività delle aziende agricole e agroalimentari sarde rispetto al resto d’Europa.

Coldiretti Sardegna, la platea

Incontro territoriale Coldiretti Sardegna, la platea

Il nodo dei trasporti e l’impatto del sistema ETS – Il rincaro dei noli e dei costi logistici è aggravato dall’estensione al trasporto marittimo del Sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS) a partire dal 2024. Questo meccanismo, imponendo costi sulle emissioni di CO2, si traduce in tariffe più elevate per le imprese isolane.

“Non siamo davanti a un problema episodico, ma a una condizione strutturale”, ha dichiarato il presidente Battista Cualbu. Coldiretti chiede alla politica interventi immediati: garantire una vera continuità territoriale per le merci; assicurare posti nave specifici per il trasporto del bestiame; certificare i collegamenti anche durante i periodi estivi e festivi, spesso saturati dal flusso turistico.

Incontro territoriale Coldiretti Sardegna, la platea

Incontro territoriale Coldiretti Sardegna, la platea

I NODI PRINCIPALI – Nel richiamare quanto emerso dal ciclo di assemblee territoriali promosse nei diversi territori dell’Isola, Coldiretti Sardegna ha sottolineato come le criticità oggi al centro del dibattito siano il frutto di un confronto diretto e continuo con i soci e con le istituzioni locali, avvenuto negli incontri di Sassari, Oristano e Nuoro. Un lavoro di ascolto che ha fatto emergere problemi strutturali ancora irrisolti.  A Nuoro e nelle zone interne resta il nodo dei pagamenti bloccati. Sono 3.157 le imprese ferme al 50% del premio a causa di intoppi amministrativi legati alle PLT (Pascoli Legati al Terreno) e alla classificazione delle superfici; 531 aziende, invece, non hanno ricevuto alcun ristoro, mettendo a rischio la tenuta sociale del territorio.A Sassari e nella Nurra la gestione idrica rimane una criticità sistemica. Oltre il 51% dell’acqua si disperde in reti inefficienti. Nel 2025, la siccità ha causato perdite dirette per oltre 30 milioni di euro nel Nord Sardegna, con un ulteriore danno di 10 milioni nell’indotto.
Per il direttore regionale Luca Saba, è necessario un cambio di paradigma: la Sardegna non deve essere vista solo come meta turistica, ma deve diventare un hub logistico e commerciale strategico. Questo richiede una rete di trasporti integrata e resiliente, capace di sostenere lo sviluppo economico tutto l’anno. Coldiretti ha inoltre ribadito la necessità di maggiore tracciabilità per le importazioni e il rispetto del principio di reciprocità nelle regole doganali per evitare la concorrenza sleale. L’organizzazione ha concluso l’incontro con un avvertimento chiaro: in assenza di risposte concrete e strutturali dalla politica, la mobilitazione resta l’unico strumento percorribile.

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