Nuoro. L’anima arcaica della Sardegna rivive con Su Carrasecare Nugoresu 2026

Salvatore

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Nuoro. L’anima arcaica della Sardegna rivive con Su Carrasecare Nugoresu 2026

mercoledì 04 Febbraio 2026 - 10:37
Nuoro. L’anima arcaica della Sardegna rivive con Su Carrasecare Nugoresu 2026

Nuoro. Carnevale delle maschere barbaricine, Boes e Merdules (foto S.Novellu)

Dalle antiche radici dei riti dionisiaci alla grande sfilata nel cuore della città: Nuoro celebra l’identità barbaricina con il fascino arcaico delle maschere zoomorfe e il suono ipnotico dei campanacci, in un viaggio suggestivo tra mito, metamorfosi e rinascita


NUORO  – La città di Nuoro si conferma custode delle tradizioni più profonde della Sardegna con la celebrazione di Su Carrasecare Nugoresu, un evento che si apre il 16 gennaio, con i fuochi di Sant’Antonio Abate, e giunge al suo culmine nella giornata del 22 febbraio, dedicata alla pentolaccia. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Nuoro, non è solo una manifestazione turistica ma un processo strutturato di valorizzazione dell’identità locale, volto a far conoscere le eccellenze culturali della Barbagia anche nei mesi di bassa stagione.

Nuoro. Carnevale delle maschere barbaricine Mamuthones e Issohadores (foto S.Novellu)

Nuoro. Carnevale delle maschere barbaricine Mamuthones e Issohadores (foto S.Novellu)

Il significato del rito: tra sacro e profano – Il termine “su Carrasecare”, che letteralmente significa “carne da tagliare”, identifica una delle espressioni più autentiche delle usanze arcaiche dell’isola. Le radici di questo evento affondano nella notte dei tempi, richiamando miti e leggende legate ai culti dionisiaci e alla morte delle messi. Si tratta di un Carnevale tragico, segnato dal lutto e dal culto di Dioniso, simbolo della morte e della rinascita della natura. In questo contesto, la maschera zoomorfa permette all’uomo di immedesimarsi nel bue, animale oggetto di venerazione mistica, manifestando il dualismo tra razionalità e istinto. La vestizione diventa un rito iniziatico vero e proprio: nelle botteghe, artigiani esperti o gli stessi figuranti preparano maschere in pelli e teschi di buoi, caproni, mufloni e cinghiali. Il suono delle ossa di pecora all’interno dei campanacci segna l’inizio della metamorfosi e il passaggio verso una dimensione sospesa nel tempo.

La giornata del 22 febbraio: il programma – Il cuore degli eventi odierni si sviluppa tra le vie del centro e le piazze storiche, offrendo uno spettacolo che unisce arte, cultura e tradizione.

  • Ore 16.00 – La Grande Sfilata delle Maschere della Sardegna: il percorso prenderà il via da piazza Sardegna per snodarsi lungo via La Marmora e corso Garibaldi, fino a raggiungere piazza Vittorio Emanuele. Decine di comunità provenienti da diversi centri dell’isola sfileranno come custodi fiere delle proprie tradizioni, evocando antichi archetipi attraverso passi cadenzati e saltati.
  • Ore 18.00 – Grande Festa di Carnevale: la manifestazione si sposterà stabilmente in piazza Vittorio Emanuele. Qui, organettisti locali animeranno la serata in un tripudio di suoni e colori, dove le maschere tradizionali e allegoriche si uniranno in un rito corale di canti e danze.

La serata sarà arricchita da proposte enogastronomiche che, rompendo simbolicamente le regole della quotidianità, celebrano lo spirito autentico e liberatorio del Carnevale. L’obiettivo dell’amministrazione resta quello di coinvolgere un pubblico vasto e diversificato, interessato non solo all’evento in sé, ma alla scoperta della “vita dei Sardi” più autentica.

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