Nuoro. Ospedali in crisi e servizi al palo: si cercano soluzioni per il territorio

Salvatore

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Nuoro. Ospedali in crisi e servizi al palo: si cercano soluzioni per il territorio

di Sonia Meloni
martedì 03 Febbraio 2026 - 14:12
Nuoro. Ospedali in crisi e servizi al palo: si cercano soluzioni per il territorio

Conferenza socio sanitaria, Trotta (foto S.Novellu)

Carenza cronica di personale e ospedali in affanno: il territorio chiede risposte. La Presidente Todde annuncia un piano straordinario per rendere le zone disagiate nuovamente attrattive


IL VIDEO SERVIZIO 


NUORO – Una diagnosi spietata quella emersa durante l’ultima conferenza socio-sanitaria, aperta dal presidente Giuseppe  Ciccolini con un elenco dettagliato delle piaghe che affliggono il territorio. Dalla cronica carenza di medici di base e pediatri alla crisi di personale infermieristico, fino alle sofferenze strutturali degli ospedali San Francesco di Nuoro e San Camillo di Sorgono. Nonostante l’operatività degli ASCOT (Ambulatori Straordinari di Comunità Territoriale) rappresenti un debole segnale di tenuta, la fase resta quella dell’ascolto di un grido d’allarme corale.

Conferenza socio sanitaria (foto S.Novellu)

Conferenza socio sanitaria (foto S.Novellu)

Il sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu, ha aperto i lavori  ringraziando i primi cittadini e i vertici sanitari, ma è stata Daniela Falconi, presidente ANCI e sindaca di Fonni, a tracciare la linea politica del confronto: “Non serve solo ribadire il disastro, serve una proposta concreta. A Fonni quasi 800 bambini sono senza pediatra di libera scelta. È un fallimento strutturale della programmazione regionale”. Falconi ha poi incalzato sull’attuazione dei progetti del PNRR e sulla necessità che i sindaci non siano semplici spettatori: “Non basta un’alzata di mano; i primi cittadini devono scrivere le linee guida della sanità territoriale insieme alle aziende”.

L'intervento di Daniela Falconi - ANCI (foto S.Novellu)

L’intervento di Daniela Falconi – ANCI (foto S.Novellu)

Al suo debutto in assemblea, il nuovo commissario dell’ASL, Francesco Trotta, ha ammesso le disparità nelle prestazioni prioritarie, confermando che il dialogo con i comuni è già in agenda. Tuttavia, il nodo resta il reclutamento: nonostante i bandi di ASL e AREUS, i medici scarseggiano. “Dobbiamo ragionare in termini di attrattività”, ha spiegato Trotta, puntando su formazione e incentivi per portare i professionisti in Barbagia.

Francesco Trotta, direttore generale ASL Nuoro (foto S.Novellu) .

Francesco Trotta, direttore generale ASL Nuoro (foto S.Novellu) .

Sulla stessa scia il direttore generale di ARES, che ha evidenziato come la geografia impervia del Nuorese scoraggi i medici, proponendo come parziale soluzione il potenziamento dei trasporti sanitari per i pazienti più isolati. Angelo Serusi, responsabile AREUS, ha invece acceso i riflettori sull’emergenza-urgenza: sebbene l’efficienza degli infermieri sia alta, le postazioni del 118 sono insufficienti e la Guardia Medica registra una scopertura del 30%. Una nota di rilievo riguarda il Numero Unico di Emergenza, che ormai gestisce circa 1.000 chiamate mensili sul territorio.

Conferenza socio sanitaria (foto S.Novellu)

Conferenza socio sanitaria (foto S.Novellu)

I SINDACI – Il dibattito tra i sindaci ha portato alla luce situazioni limite. Il sindaco di Irgoli, Ignazio Porcu, reclama la centralità del poliambulatorio di Orosei, denunciando l’assenza persino di un mammografo. Da Aritzo, Paolo Fontana ha ribadito l’isolamento causato dalla mancanza del medico di base, mentre Riccardo Uda, sindaco di Macomer, ha puntato il dito contro l’eterna incompiuta del nuovo poliambulatorio, fermo da anni. Infine, il sindaco di Oliena Bastiano Congiu ha denunciato lo stato di abbandono di ex strutture sanitarie, oggi ridotte a nidi di degrado. Ciccolini ha, poi,  proposto l’attivazione immediata dei tavoli di distretto, unico strumento tecnico per trasformare le istanze dei sindaci in interventi operativi e cercare di restituire ai cittadini del Nuorese il diritto fondamentale alla salute.

I consiglieri provinciali Saiu, Corda e Fresu (foto S.Novellu)

I consiglieri provinciali Saiu, Corda e Fresu (foto S.Novellu)

OPPOSIZIONE – Sulla gestione della sicurezza e dei servizi nel territorio, è intervenuto anche il consigliere Pierluigi Saiu, che esprime forti perplessità riguardo alla tendenza di far ricadere tutte le responsabilità sul direttore sanitario. Secondo Saiu, quest’ultimo finirebbe per ricoprire l’anomalo ruolo di controllore e controllato al tempo stesso. Il consigliere ha quindi rivolto un’esortazione alla Presidente affinché si rechi personalmente a verificare le numerose criticità che affliggono l’ospedale San Francesco di Nuoro, sollecitando un intervento diretto e ispettivo sulle problematiche della struttura. Non sono mancate perplessità sul reparto di Oncologia e sulle liste d’attesa.

LE ASSOCIAZIONI –  Il paziente e la sua famiglia devono tornare al centro del dibattito sulla sanità nuorese. È questo il monito lanciato con forza da Marilena Pintore, referente dell’associazione “Vivere a Colori” e presidente del tavolo tecnico regionale delle associazioni. Secondo Pintore, il San Francesco sta pagando il prezzo di un isolamento che rende il territorio poco attrattivo per i nuovi medici, i quali scelgono sempre più spesso altre destinazioni. La soluzione, suggerisce la referente, passa proprio attraverso l’ascolto di chi vive l’ospedale ogni giorno: sono i pazienti stessi a poter indicare la strada per migliorare le prestazioni sanitarie della struttura.

Marilena Pintore (a dx) - Vivere a Colori (foto S.Novellu)

Marilena Pintore (a dx) – Vivere a Colori (foto S.Novellu)

In questo clima di incertezza, non mancano però le note positive, come l’istituzione del reparto di ricostruzione senologica, sottolineata dal medico in pensione Elena Zidda. Tuttavia, le luci sono oscurate da ombre pesanti sul fronte dell’interventistica. La dottoressa Zidda ha citato un caso emblematico di disservizio: una paziente colpita da ictus a Nuoro in mattinata è stata soccorsa, ma il trasferimento verso l’ospedale di Olbia è avvenuto solo nel primo pomeriggio, evidenziando ritardi che in patologie tempo-dipendenti possono risultare fatali. A gravare ulteriormente sulla situazione è la cronica carenza di posti letto dopo il passaggio dal Pronto Soccorso. Una criticità che, secondo la Zidda, avrebbe dovuto trovare respiro nella realizzazione degli ospedali di comunità previsti dal PNRR. Il ritardo in questi investimenti strutturali continua a pesare come un macigno sulla gestione delle emergenze e sulla dignità delle cure offerte ai cittadini nuoresi. Angela Salvai, portavoce del Comitato SOS Barbagia Mandrolisai, ha acceso i riflettori sulla drammatica scarsità di personale medico, evidenziando un paradosso amministrativo: la difficoltà di finalizzare i contratti per i nuovi assunti a causa dell’assenza delle commissioni mediche preposte.

Nel Mandrolisai, l’emergenza si sposta ora sul fronte della salute mentale. Il territorio rischia infatti di rimanere a breve privo del servizio di Psichiatria, un presidio fondamentale che si aggiunge alla lista delle discipline in sofferenza, tra cui spicca anche l’Urologia. Una situazione che lascia i pazienti più fragili e le loro famiglie in uno stato di profonda incertezza. Particolarmente critica resta la gestione delle emergenze. Il servizio 118 risulta attualmente sottodimensionato, costringendo spesso le centrali a fare affidamento sulle ambulanze private per sopperire alle mancanze del sistema pubblico. Sebbene per il prossimo futuro sia previsto un incremento delle postazioni di soccorso, il Comitato pone un interrogativo urgente alle istituzioni: come verrà garantita la sicurezza dei cittadini fino a quando i nuovi mezzi non saranno operativi? Infine per il San Camillo di Sorgono si richiede di sopperire alla carenza di medici contrattualizzando i medici stranieri così come era accaduto tempo fa con quelli cubani.  Il declino della sanità nuorese non risparmia i servizi territoriali, con un impoverimento dei presidi che emerge chiaramente dal confronto con il passato recente.

La dott.ssa Battistina Foddai (foto S.Novellu)

La dott.ssa Battistina Foddai (foto S.Novellu)

A lanciare l’allarme è Battistina Foddai, medico ginecologo in pensione, che punta il dito sulla drastica riduzione dell’offerta specialistica presso il poliambulatorio cittadino. Secondo l’analisi della dottoressa Foddai, i numeri descrivono una realtà in forte contrazione: se nel 2015 i cittadini potevano contare su 19 diverse specialità mediche, oggi il numero è sceso a sole 13. Un taglio netto che priva l’utenza di sei branche specialistiche fondamentali, costringendo i pazienti a lunghi spostamenti o a rivolgersi alla sanità privata per ottenere prestazioni che un tempo venivano garantite nel presidio pubblico. Infine hanno concluso gli interventi Michele Tatti (ANMIL) Anna Rita Ticca SOS Medici di Base e Francesco Nieddu Comitato del Marghine che hanno evidenziato la carenza dei medici e i viaggi della speranza.

L'intervento della presidente Todde (foto S.Meloni)

L’intervento della presidente Todde (foto S.Meloni)

LA PRESIDENTE TODDE –  La riforma della sanità nel Nuorese e nel Mandrolisai deve uscire dalla fase delle buone intenzioni per entrare in quella della concretezza, poggiando su basi solide e analisi numeriche rigorose. La Presidente della Regione, Alessandra Todde, interviene nel dibattito sul futuro dei servizi sanitari isolani, sottolineando come la fase di ascolto dei territori debba essere necessariamente supportata da dati reali, un passaggio che finora è mancato nella pianificazione degli interventi. Al centro della strategia regionale vi è la necessità di superare lo stallo sul piano di integrazione, condizionato finora dal mancato accordo con i medici di medicina generale. L’obiettivo della Presidente è chiaro: rendere le zone disagiate nuovamente attrattive per i professionisti. Per farlo, il piano prevede un incentivo economico di 2.000 euro aggiuntivi per i medici che sceglieranno di operare nei territori più periferici, una misura concreta per contrastare la cronica carenza di personale e garantire il diritto alla salute anche nelle aree più isolate. Il progetto di rilancio chiama in causa direttamente anche i primi cittadini. La Presidente ha infatti annunciato un piano di dialogo con i sindaci che prevede l’aumento dei fondi per i servizi. Queste risorse permetteranno alle amministrazioni comunali di mettere in campo strumenti di agevolazione logistica, come la messa a disposizione di alloggi per i medici, abbattendo così le barriere che oggi rendono difficile l’insediamento di nuovi specialisti.

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