NUORO – Mentre l’inverno barbaricino non accenna a prendersi una pausa, con temperature rigide e allerta meteo che si susseguono di settimana in settimana, il caro pellet continua a gravare sui bilanci familiari, soprattutto delle persone anziane e di chi si trova costretto a casa, con prezzi che dall’inizio della stagione sono quasi raddoppiati. Oltretutto, in città la situazione si fa di giorno in giorno sempre più paradossale: come segnalano numerosi lettori, nella maggior parte dei negozi specializzati, delle ferramenta e persino nei centri commerciali il pellet è introvabile, o i “in arrivo”, mentre i pochi commercianti che hanno fatto scorte abbondanti ritoccano i listini, aumentandone il prezzo, di giorno in giorno.
UN DEJA VU – Per i nuoresi si tratta di un film già visto. La memoria corre a qualche anno fa, quando la spirale dei rincari portò il prezzo a sfiorare l’incredibile soglia dei 15 euro a sacchetto. In quell’occasione, a porre fine alla speculazione non furono i certo controlli o le dinamiche di mercato, ma la natura stessa: l’arrivo improvviso del bel tempo per i mesi successivi e un inverno seguente particolarmente mite smorzarono la domanda, costringendo i rivenditori a normalizzare le tariffe.
Oggi, tuttavia, il freddo non concede tregua e la mancanza di prodotto fisico negli scaffali sta alimentando una tensione senza precedenti. Se ai fattori strutturali — come il ritorno dell’IVA ordinaria al 22% e l’impennata dei costi della logistica marittima — si aggiunge la gestione delle scorte “col contagocce”, il rischio è che il riscaldamento diventi un bene di lusso accessibile a pochi.
LA LEGGE DEL LIBERO MERCATO – La situazione nuorese rispecchia almeno quella del resto della Sardegna. La combinazione tra l’isolamento geografico del capoluogo, infatti, che rende i rifornimenti più complessi, e la necessità immediata dei residenti di riscaldare le proprie abitazioni, sta creando il terreno fertile per ritocchi quotidiani dei prezzi. Senza una programmazione seria degli approvvigionamenti o un intervento di monitoraggio, che stando a quanto si sono sentiti rispondere dalle forze dell’ordine i consumatori è impossibile data la legge del libero mercato, i cittadini restano ostaggio di un mercato che sembra rispondere solo alla logica dell’emergenza e della speculazione. A meno che la natura, ancora una volta non torni a fare ancora una volta la voce grossa. (S.Nov.)
