Alzheimer e demenze: a Nuoro il punto su prevenzione, socialità e nuovi modelli di cura

Franceschino Nieddu

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Alzheimer e demenze: a Nuoro il punto su prevenzione, socialità e nuovi modelli di cura

di Franceschino Nieddu
sabato 31 Gennaio 2026 - 09:03
Alzheimer e demenze: a Nuoro il punto su prevenzione, socialità e nuovi modelli di cura

Convegno sull'Alzheimer (foto Nieddu)

NUORO – Si è svolto ieri sera, nei locali dell’ex Mercato civico, un importante incontro dedicato all’Alzheimer e alle demenze, promosso dalla Cooperativa Progetto Uomo in collaborazione con l’Associazione Alzheimer di Sassari. L’evento ha offerto una panoramica dettagliata sugli interventi locali, le prospettive cliniche e le sfide sociali legate a queste patologie.

In apertura della serata, il sindaco Emiliano Fenu, Alessandro Catte, assessore alle Politiche Sociali, e Maria Dettori, dirigente del comune di Nuoro e responsabile dell’ambito territoriale sociale per il distretto socio sanitario di Nuoro, hanno portato i saluti istituzionali. I rappresentanti dell’amministrazione hanno illustrato gli interventi messi in campo e l’impegno nel collaborare con le cooperative sociali per affrontare un fenomeno sempre più presente nel tessuto cittadino. Successivamente, Gianfranco Favini, presidente dell’Associazione Alzheimer di Sassari, ha esposto le funzioni del loro centro. Le attività proposte ai malati variano dal supporto sociale a quello ricreativo, passando per palestre, momenti di lettura e laboratori specifici, tutti volti a consentire al paziente di ritrovare se stesso e mantenere una propria dignità relazionale.

Convegno sull'Alzheimer (foto Nieddu)

Convegno sull’Alzheimer (foto Nieddu)

L’impegno della Cooperativa Progetto Uomo Rosy Guiso, presidente della Cooperativa Progetto Uomo, ha ripercorso la storia del sodalizio e la sua evoluzione negli interventi verso la disabilità. Nel suo excursus storico, Guiso ha ricordato i numerosi progressi ottenuti e la gestione di strutture cruciali come la casa protetta per anziani in via Trieste a Nuoro e altri edifici dedicati ai disabili. È stato sottolineato come tutte le attività siano portate avanti da personale altamente qualificato e specializzato. Il percorso di cura inizia sempre con un supporto diretto ai familiari, i quali, attraverso colloqui mirati, espongono le criticità della convivenza e le condizioni di vita domestica. Un punto di forza della cooperativa è inoltre la recente firma di un accordo con l’IRSE (Istituto Regionale Superiore Etnografico di Nuoro), che permette ai pazienti di accedere alla biblioteca e alle altre strutture culturali dell’ente per stimolare memoria e socialità. Durante l’incontro, un ricordo particolare e commosso è stato espresso alla dr.ssa Alessandra Onida, di cui è stato sottolineato il prezioso contributo professionale e umano rivolto ai pazienti.

Convegno sull'Alzheimer (foto Nieddu)

Convegno sull’Alzheimer (foto Nieddu)

Diagnosi precoce e nuove prospettive sociali – La parola è poi passata ai medici specialisti in neurologia, che hanno concentrato i propri interventi sull’insorgenza delle malattie neuro-vascolari e delle demenze. Il messaggio è stato chiaro: la diagnosi precoce è fondamentale. Sebbene i farmaci, somministrati secondo il piano terapeutico dello specialista, siano indispensabili per prevenire e contenere patologie croniche e subdole, questi devono essere necessariamente associati all’attività fisica e relazionale. Tra le proposte più innovative emerse nel dibattito vi è la necessità di riportare i malati in una dimensione di socialità piena, magari attraverso la creazione di “villaggi Alzheimer” e la trasformazione di zone spopolate in veri e propri presidi di salute. L’obiettivo è favorire una buona longevità e tentare di azzerare l’impatto delle malattie degenerative.

Il contesto epidemiologico – I dati epidemiologici esposti destano preoccupazione: nella popolazione tra i 34 e i 75 anni, i casi di ictus, diabete, cancro e infarto sono aumentati di dieci volte negli ultimi dieci anni, sia in Italia che nel resto dell’Occidente. Tuttavia, è stato ribadito che intervenire correttamente su dieta, esercizio fisico, socialità e lettura può contribuire a ridurre i rischi fino al 40%. Infine, è stata analizzata la situazione specifica della Sardegna, caratterizzata da una popolazione anziana con una prevalenza di donne sole in alcune zone. In questo contesto, le disuguaglianze sanitarie ed economiche continuano a rappresentare un fattore che contribuisce ad accentuare l’incidenza delle malattie neuro-vascolari.

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