NUORO – Si è tenuto ieri mattina, nei locali dell’istituto Volta, l’incontro dal titolo “Dalla fisica moderna alla cosmologia, grandi infrastrutture di ricerca, sviluppo economico con Einstein Telescope”. L’evento ha visto protagonisti gli studenti e docenti universitari in un dibattito focalizzato sulle prospettive scientifiche e occupazionali legate al grande progetto internazionale che potrebbe sorgere nel territorio. Ad aprire i lavori Carla Marchetti, dirigente scolastico dell’istituto, la quale ha evidenziato come il Volta sia l’unica scuola superiore in cui lo studio della fisica inizia già nel biennio, diversamente dagli altri percorsi che lo prevedono solo dal terzo anno. Marchetti ha esortato i giovani ad approfondire questa materia, descrivendola come uno strumento fondamentale per la loro crescita professionale e per lo sviluppo del territorio.

L’evento sull’Einstein Telescope
L’impegno delle istituzioni e il territorio – Il sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu, e l’assessore provinciale alla cultura, Lisetta Bidoni, hanno portato i saluti delle istituzioni, incoraggiando gli studenti a credere nelle opportunità offerte dall’Einstein Telescope. Durante gli interventi è stato citato il recente accordo con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sostenuto dalla Regione sarda, mirato all’apertura di corsi e progetti locali, come l’impiego di droni per la mappatura delle risorse idriche (APPROFONDISCI). L’iniziativa si inserisce in un ciclo di incontri promossi dalla Provincia in diverse scuole cittadine.
La scienza delle onde gravitazionali – Il professor D’Urso, dell’Università di Sassari, ha illustrato attraverso una serie di immagini il concetto di onde gravitazionali. Spiegando come la materia sia in grado di deformare lo spazio, D’Urso ha descritto il modo in cui tale movimento generi onde capaci di investire il cuore dell’atomo, con un meccanismo simile a quello di un laser la cui luce viene dirottata in vari canali. Un particolare approfondimento è stato dedicato ai buchi neri: il loro movimento orbitale produce le onde che l’Einstein Telescope dovrà captare. Per isolare questi segnali dalle vibrazioni terrestri, i lettori ottici del telescopio saranno sospesi a 112 pendoli, necessari per disaccoppiare gli strumenti dal continuo movimento del pianeta.

L’evento sull’Einstein Telescope
Il progetto a Lula e Sos Enattos – Per quanto riguarda la struttura dell’impianto che potrebbe nascere nelle miniere di Lula, il professor D’Urso ha chiarito che il progetto prevede due bracci a L da 15 chilometri ciascuno. Un secondo impianto gemello dovrebbe essere situato a 1000 chilometri di distanza, poiché l’Europa non dispone attualmente di un singolo sito capace di ospitare l’intera infrastruttura. Attualmente i siti candidati sono tre: la Sardegna, una zona di confine tra Olanda, Belgio e Germania, e la Sassonia in Germania. Con quest’ultimo sito è stato stretto un accordo per realizzare due impianti coordinati, uno a forma di L e l’altro a triangolo. A Sos Enattos è già previsto un laboratorio per valutare l’impatto ambientale; a tal proposito, è stato segnalato che l’attuale parco eolico di Buddusò risulta compatibile, ma un suo eventuale ampliamento potrebbe rappresentare una criticità per la sensibilità degli strumenti. Entro il 2027 dovranno essere definite le candidature ufficiali per il bando di realizzazione. L’opera finale prevederà un imponente edificio sotterraneo con 120 chilometri di tubi, impianti di raffreddamento, laser di precisione e una complessa meccanica che coinvolgerà numerose aziende industriali.
Astrofisica e lingua sarda – Riccardo Murgia, docente dell’Università di Cagliari, ha offerto una prospettiva suggestiva esponendo i concetti dell’astrofisica moderna anche in lingua sarda. Attraverso esempi sulla percezione dei suoni e delle immagini, Murgia ha spiegato che gli esseri umani vedono solo il 5% dell’universo, mentre il restante 95% è costituito da materia oscura, ancora ignota. La relazione ha ripercorso le scoperte di Aristotele, Newton ed Einstein, pilastri della fisica contemporanea. L‘associazione IdeAs, da anni impegnata nella divulgazione scientifica multilingue, ha concluso la giornata con i contributi di Antonio Inclu, Luigi Sotgiu e Ilaria Usai dell’Università di Cagliari.

L’evento sull’Einstein Telescope
Esperimenti e partecipazione degli studenti – La mattinata si è conclusa con sessioni interattive: attraverso un sondaggio digitale via smartphone, gli studenti hanno espresso il loro parere sull’opera (21 favorevoli, 7 contrari e 4 indecisi). Sono state inoltre eseguite dimostrazioni pratiche: un telo verde teso su un cerchio è servito a simulare la curvatura dello spaziotempo. Facendo cadere una biglia d’acciaio al centro e lanciando una pallina più piccola nella circonferenza, i ricercatori hanno mostrato visivamente come la massa deformi lo spazio circostante, illustrando i principi elementari del movimento delle onde gravitazionali.
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