NUORO – Si è concluso con una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste il processo che vedeva coinvolti diversi imputati con l’accusa di circonvenzione d’incapace. La decisione, pronunciata dalla dottoressa Rostellato presso il Tribunale di Nuoro, ha ribaltato l’impianto accusatorio sostenuto dal Pubblico Ministero (PM), che aveva richiesto una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione. Al centro del dibattimento vi era la redazione di un testamento da parte di un’anziana signora, la quale aveva disposto dei propri beni immobili in favore di due coniugi, difesi dall’avvocato Antonello Cao e Rinaldo Lai Foro di Nuoro, a condizione che questi le prestassero assistenza materiale e morale per il resto della sua vita. Secondo l’accusa originaria, supportata dalle dichiarazioni di un coimputato (nipote della donna), i beneficiari avrebbero approfittato dello stato di fragilità della testatrice per indurla a firmare l’atto a scapito dei legittimi eredi. Il quadro probatorio, tuttavia, si è sgretolato durante l’istruttoria dibattimentale. Di particolare rilievo è stata la testimonianza del notaio che ha rogato l’atto, il quale ha confermato la piena lucidità della donna, riportando come lei stessa avesse voluto inserire una specifica postilla per vincolare l’eredità all’assistenza ricevuta. Tale versione è stata ulteriormente corroborata da una teste della difesa, che ha descritto l’anziana come una persona assolutamente capace di intendere e di volere.
Parallelamente, la credibilità del principale accusatore è stata scossa dalle sue stesse ammissioni in aula. Il coimputato ha infatti fornito versioni contrastanti circa delle somme di denaro che i due gli avrebbero dato per far imparare a memoria il testamento dichiarato dall’anziana al notaio, affermando persino di essere stato rassicurato durante le indagini sulla possibilità di modificare la propria versione in fase di dibattimento.
Accogliendo le tesi difensive, che hanno evidenziato l’assenza di qualsiasi condotta manipolatoria e la genuinità delle ultime volontà della defunta, il giudice ha optato per il proscioglimento totale degli imputati, chiudendo definitivamente una vicenda giudiziaria iniziata nel 2020.
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