Finanziaria da 11,6 miliardi: Sanità al centro e fondi per l’emergenza Harry
Il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato la legge di stabilità 2026-2027. Una manovra da circa 11,6 miliardi di euro che permette all’isola di evitare il secondo mese di esercizio provvisorio, ma che nasce sotto il segno di una profonda frattura politica. L’aula ha dato il via libera con il voto dei soli consiglieri di maggioranza, dopo che l’opposizione di centrodestra ha abbandonato i lavori in segno di protesta. La rottura è maturata in mattinata, vanificando l’accordo raggiunto tra i due schieramenti nelle ore precedenti che aveva inizialmente impresso un’accelerata alla discussione.
Lo scontro sull’articolo 5 e l’assenza dell’assessora Manca – Il punto di rottura è stato l’articolo 5, contenente le misure sul lavoro volute dalla giunta guidata da Alessandra Todde. La discussione sul provvedimento era slittata più volte nei giorni scorsi a causa dell’assenza dell’assessora del Lavoro, Desirè Manca (M5S). Il presidente del Consiglio, Piero Comandini, ha cercato di mediare spiegando che la titolare del dicastero era impegnata a Oristano in una conferenza con i sindacati programmata da mesi, il centrodestra ha stigmatizzato duramente quella che ha definito una “gravissima mancanza di rispetto”.
Le reazioni politiche – Le critiche più aspre sono arrivate dai banchi dell’opposizione. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Truzzu, ha espresso disappunto rivolgendosi direttamente alla governatrice Alessandra Todde, presente in aula per l’intera durata dei lavori: «Abbiamo dimostrato la massima collaborazione sia in commissione sia in aula. Questa è una gravissima mancanza di rispetto per tutti i consiglieri regionali che rappresentano gli elettori e il popolo sardo, ed è anche una mancanza di rispetto nei suoi confronti, presidente Todde». Sulla stessa linea d’onda si è espresso il consigliere di Forza Italia, Gianni Chessa, sottolineando come l’assenza della titolare di uno dei settori più rilevanti della Regione, proprio durante la discussione del bilancio, fosse politicamente inaccettabile.
I numeri della manovra – Nonostante lo strappo politico, la legge di stabilità è ora realtà. Con una dotazione finanziaria di 11,6 miliardi di euro, il documento garantisce la copertura per i principali settori della vita pubblica regionale per il biennio 2026-2027, scongiurando il blocco amministrativo che sarebbe derivato dal prolungamento dell’esercizio provvisorio.
Sanità: il pilastro del bilancio – Con circa 4,3 miliardi di euro, la spesa sanitaria si conferma il cuore pulsante del bilancio regionale. Tra le voci principali:
- Fondo per la non autosufficienza: Stanziati 866,97 milioni nel triennio (decurtati di 10 milioni per coprire l’emergenza Harry) per programmi come “Ritornare a casa Plus”.
- Liste d’attesa e territorio: 5,5 milioni per il potenziamento di PUA (Punti unici di accesso) e UVT (Unità di valutazione).
- Salute mentale: 3 milioni per l’adeguamento delle tariffe nelle strutture residenziali.
- Eccellenze: Fondi specifici per il Centro trapianti del Businco (terapie Car-T).
- Accordi bipartisan: Enti locali e Ciclone Harry
Nonostante le tensioni, maggioranza e opposizione hanno trovato un’intesa su due fronti cruciali:
- Emergenza Harry: Dieci milioni di euro stanziati immediatamente per i ristori dei danni, inseriti direttamente in legge senza attendere la variazione di bilancio.
- Fondo unico autonomie locali: Un aumento strutturale che porta il fondo da 573 a circa 673 milioni di euro, una misura fortemente voluta da entrambi gli schieramenti per sostenere i Comuni.
