L’INTERVISTA A ALFREDO NICIFERO (INAIL):
NUORO – Si è tenuto oggi, presso la sala convegni della Camera di Commercio di Nuoro, l’importante appuntamento dedicato alla sicurezza nei luoghi di lavoro dal titolo “Datore di lavoro e sicurezza tra nuove responsabilità e tutele per l’impresa”. L’evento, promosso da Confindustria Sardegna Centrale in collaborazione con la Direzione regionale INAIL Sardegna, ha posto l’accento sulle novità introdotte dalla Legge 198/2025, entrata in vigore lo scorso 31 dicembre, delineando un quadro normativo che bilancia doveri rigorosi e premialità per le imprese virtuose.

CCIAA. L’incontro sulla sicurezza sul lavoro (foto S.Novellu)
IL DETTAGLIO PROVINCIALE DEGLI INFORTUNI: CAGLIARI E SASSARI IN TESTA – Secondo i dati consolidati dell’INAIL, la distribuzione geografica delle denunce totali (periodo 2020-2024) e i dati provvisori del 2025 delineano la seguente situazione: Sassari: Si conferma la provincia con il maggior numero di denunce, chiudendo il 2024 con 3.873 casi. Nei primi undici mesi del 2025, il territorio ha già registrato 3.674 infortuni, in aumento rispetto ai 3.569 dello stesso periodo dell’anno precedente; Cagliari: segue a stretto giro con 3.634 denunce nel 2024. Il dato parziale a novembre 2025 indica 3.322 denunce, sostanzialmente in linea con le 3.336 del 2024; Sud Sardegna: ha fatto registrare 2.047 denunce nel 2024. Per il 2025 (gennaio-novembre) il dato si attesta a 1.941, mostrando una lieve crescita rispetto alle 1.902 dell’anno precedente; Nuoro: come discusso durante l’incontro, si posiziona al quarto posto con 1.491 denunce nel 2024. Il dato calcolato a novembre 2025 (1.317) conferma il trend di lieve miglioramento; Oristano: risulta la provincia con i numeri più contenuti, con 1.153 denunce nel 2024 e 1.036 nel periodo gennaio-novembre 2025.

CCIAA. L’incontro sulla sicurezza sul lavoro (foto S.Novellu)
IL QUADRO INFORTUNISTICO NELL’ISOLA – Allargando lo sguardo alla dinamica regionale, i documenti INAIL mostrano come il fenomeno infortunistico in Sardegna abbia vissuto fasi alterne nell’ultimo quinquennio: Il 2022 è stato l’anno nero con un picco di 14.356 denunce totali nell’Isola. Nel 2024, il dato regionale si è attestato a 12.198 denunce, con una quota rilevante di incidenti avvenuti “in itinere” (1.832 casi), ovvero durante il tragitto casa-lavoro. A livello di esiti fatali, il 2024 ha fatto registrare in Sardegna 36 infortuni mortali, di cui 29 in occasione di lavoro e 7 in itinere.

L’intervento di Rita Pintore – SPRESAL (foto S.Novelllu)
LE MORTI BIANCHE – L’analisi territoriale aggiornata a novembre 2025 evidenzia un quadro complesso per la sicurezza sul lavoro in Sardegna. Sebbene il dato regionale complessivo mostri una lieve flessione, il bilancio delle vittime resta drammatico in diverse aree dell’Isola. I dati emersi durante il convegno odierno mettono a confronto l’andamento degli infortuni mortali registrati nei primi undici mesi del 2024 e del 2025, suddivisi per ciascuna provincia. La situazione provinciale dei decessi nel periodo gennaio-novembre è la seguente: Per quanto riguarda gli infortuni mortali, il territorio nuorese ha confermato lo stesso dato dell’anno precedente con 4 decessi registrati nei primi undici mesi. A livello regionale, il bilancio delle morti bianche tra gennaio e novembre mostra i seguenti dati per singola provincia: Sassari, 10; Cagliari, 5; Sud Sardegna, 5; Nuoro, 4; Oristano, 2 per un totale di 26 decessi. Rispetto al medesimo periodo del 2024, quando i decessi totali nell’Isola erano stati 28, si nota una riduzione a Sassari (da 11 a 10) e Cagliari (da 8 a 5), mentre il Sud Sardegna ha registrato un incremento (da 3 a 5 morti).

CCIAA. L’incontro sulla sicurezza sul lavoro (foto S.Novellu)
IL CONFRONTO – «Il datore di lavoro ha una responsabilità primaria, ma la sicurezza deve essere partecipata e condivisa», ha dichiarato Pierpaolo Milia, presidente di Confindustria Sardegna Centrale. Sulla stessa linea il direttore regionale INAIL, Alfredo Nicifero, che ha ricordato come la nuova normativa potenzi le norme premiali — come l’oscillazione del tasso di tariffa e i finanziamenti ISI — per chi investe concretamente in prevenzione. Il convegno ha visto la partecipazione di esperti di rilievo nazionale, tra cui Fabio Pontrandolfi (Confindustria) e Alessandro Castagna (Fondazione LHS), oltre ai vertici degli enti di controllo come l’ITL e lo S.Pre.S.A.L. di Nuoro. Il messaggio uscito dalla sala di via Papandrea è chiaro: i numeri, seppur in lieve calo in alcuni segmenti, restano drammatici e impongono un cambio di passo culturale che vada oltre il semplice adempimento burocratico.
