La scure sui tagli e il piano per il futuro: il paradosso della scuola sarda

Salvatore

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La scure sui tagli e il piano per il futuro: il paradosso della scuola sarda

di Sonia Meloni
giovedì 29 Gennaio 2026 - 10:24
La scure sui tagli e il piano per il futuro: il paradosso della scuola sarda

Nuoro e Ogliastra pagano il prezzo più alto


SARDEGNA –  Il panorama dell’istruzione in Sardegna affronta una fase di profonda tensione istituzionale e sociale. Mentre le segreterie provinciali dei sindacati denunciano un piano di ridimensionamento che colpisce duramente i territori già fragili di Nuoro e Ogliastra, il Consiglio Regionale propone una contromisura strutturale per abbattere i costi dell’intero ciclo formativo, dai nidi all’università, al fine di arginare lo spopolamento e la fuga di capitali umani.

IL PESANTE BILANCIO DEL DIMENSIONAMENTO NEI TERRITORI INTERNI –  Le organizzazioni sindacali FLC CGIL, CISL Scuola, SNALS e GILDA hanno espresso sdegno per il provvedimento del Commissario governativo Francesco Feliziani, il quale ha disposto il taglio di nove autonomie scolastiche nell’Isola. Il dato più critico emerge dalla provincia di Nuoro, dove si concentrano cinque accorpamenti su nove complessivi. Nel capoluogo barbaricino, la decisione prevede l’unione dell’Istituto Comprensivo “Podda” con il “Borrotzu” e dei licei “Asproni” e “Satta”, una scelta definita dai sindacati come priva di logica e mai discussa nei tavoli istituzionali. Oltre ai tagli cittadini, la manovra sopprime l’autonomia di Orgosolo, accorpata a Oliena, e interviene pesantemente in Ogliastra con le fusioni che coinvolgono Ilbono, Arzana, Lanusei, Villagrande, Tertenia e Barisardo.

LA DENUNCIA DEI SINDACATI E IL RISCHIO SOCIALE –  I rappresentanti dei lavoratori denunciano un totale disallineamento rispetto alle esigenze reali della regione, sottolineando come la Sardegna abbia già subito 38 accorpamenti negli ultimi tre anni. La sproporzione del dimensionamento su un unico territorio viene considerata un’offesa ai principi stabiliti dalle stesse Linee Guida regionali, che prevedevano per l’area nuorese e ogliastrina solo due interventi e non cinque. Secondo le sigle sindacali, l’assenza di dialogo con le comunità scolastiche rischia di aggravare i fenomeni di dispersione e disuguaglianza nelle zone interne, spingendo le parti sociali a preannunciare una mobilitazione determinata insieme a famiglie e studenti.

LA STRATEGIA DEL CONSIGLIO REGIONALE PER IL FUTURO DEI GIOVANI –  Parallelamente allo scontro sui tagli, il Consiglio Regionale  ( Deriu, Ciusa, Orrù, Porcu, Pizzuto, Cocco, Truzzu, Cocciu, Peru, Ticca, Schirru) ha discusso un ordine del giorno volto a rendere l’istruzione una leva strategica contro l’invecchiamento demografico. Il documento evidenzia come l’emigrazione giovanile sia spesso legata ai costi insostenibili della formazione fuori dall’Isola e ai livelli di abbandono scolastico tra i più alti d’Europa. La proposta impegna la Giunta Regionale a individuare risorse strutturali per ridurre o azzerare tasse e contributi a carico delle famiglie, garantendo pari opportunità sin dai servizi educativi per la prima infanzia. L’obiettivo è trasformare il sistema universitario sardo in un polo attrattivo anche per studenti extra-regionali, liberando al contempo risorse nei bilanci familiari per favorire i consumi e l’economia locale.

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