Orgosolo. Caos sulla gestione di Gorropu. Mereu accusa Taras di conflitto di interessi

Salvatore

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Orgosolo. Caos sulla gestione di Gorropu. Mereu accusa Taras di conflitto di interessi

mercoledì 28 Gennaio 2026 - 13:30
Orgosolo. Caos sulla gestione di Gorropu. Mereu accusa Taras di conflitto di interessi

Taras e Mereu

ORGOSOLO – Esplode lo scontro politico e legale nel Comune di Orgosolo sulla gestione del sito naturalistico di Gorropu. Il sindaco Pasquale Mereu ha inviato una durissima nota ufficiale al consigliere comunale Gian Nicola Taras, contestandone l’operato e ipotizzando una palese situazione di incompatibilità con il ruolo istituzionale ricoperto. Al centro della disputa vi è la gestione dell’area di “S’Arula de Sant’Anna“, porta d’accesso alla celebre Gola, e il contenzioso milionario che vede contrapposti l’Ente locale e la società Gorropu S.r.l..

La scintilla è divampata a seguito di un lungo documento prodotto dal consigliere Taras, il quale ha duramente criticato l’inerzia degli uffici comunali. Secondo Taras, le note istruttorie dei tecnici avrebbero un contenuto “interdittivo” che paralizzerebbe gli indirizzi politici già approvati dal Consiglio per la valorizzazione turistica del sito. Il consigliere sostiene che l’assenza di un Piano di valorizzazione delle terre civiche non sia un ostacolo insuperabile per attività sperimentali e sostenibili, accusando gli uffici di una “inversione del corretto riparto di competenze” tra politica e gestione.

La replica del primo cittadino Pasquale Mereu è però tranchant. Il sindaco ha ricordato che Taras si era già dichiarato incompatibile in aula il 24 gennaio 2025 proprio su una delibera riguardante Gorropu. «Lei continua ad occuparsi in prima persona, come se fosse il titolare della Società Gorropu S.r.l., delle questioni legate alla gestione dell’omonimo sito», ha attaccato Mereu, evidenziando come la società abbia presentato un ricorso al TAR Sardegna chiedendo al Comune un risarcimento superiore a 500.000 euro.

Il sindaco ha poi sottolineato il paradosso economico della vicenda: l’operatore privato, a fronte di un canone di concessione di appena 385 euro annui, pretenderebbe ora una cifra enorme dal Comune lamentando il mancato affidamento diretto del sito, procedura che invece richiederebbe una gara pubblica secondo il Codice degli appalti. Per Mereu, la posizione di Taras non è di “assoluta serenità” e rischia di minare la strategia difensiva dell’Ente davanti ai giudici amministrativi. La battaglia su uno dei siti identitari più importanti dell’isola si sposta ora definitivamente nelle aule di tribunale

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