La scure del Commissario su Nuoro: addio all’autonomia del Liceo Asproni e dell’Istituto F. Podda

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La scure del Commissario su Nuoro: addio all’autonomia del Liceo Asproni e dell’Istituto F. Podda

di Salvatore Novellu
mercoledì 28 Gennaio 2026 - 13:58
La scure del Commissario su Nuoro: addio all’autonomia del Liceo Asproni e dell’Istituto F. Podda

Liceo Asproni (foto S.Novellu)

A Nuoro soppressi il Liceo Classico Asproni e l’Istituto Podda: l’assessora Portas attacca i “freddi calcoli” del Governo che colpiscono i servizi scolastici nei territori più fragili dell’isola.


Una decisione “calata dall’alto” che ignora le particolarità dell’isola e colpisce duramente il capoluogo barbaricino. Il piano di dimensionamento scolastico imposto dal Commissario ministeriale si abbatte sulla Sardegna con il taglio di nove autonomie, scatenando la dura reazione della Regione. Al centro dei tagli c’è Nuoro, che vede scomparire due pilastri storici della propria rete educativa: il Liceo classico G. Asproni e l’Istituto Comprensivo Ferdinando Podda. L’assessora regionale della Pubblica istruzione, Ilaria Portas, ha espresso un fermo dissenso nei confronti del provvedimento, accusando il Governo di aver interrotto ogni forma di dialogo con l’esecutivo isolano. “Mentre la Regione tesse la tela investendo in edilizia e lotta alla dispersione, il Governo disfa tutto,” ha dichiarato l’esponente della Giunta. “Si tratta di freddi calcoli che non tengono conto della realtà di un territorio che, nell’ultimo triennio, ha già visto l’accorpamento di ben 38 autonomie”.

Nuoro. L'istituto scolastico Ferdinando Podda (foto S.Novellu)

Nuoro. L’istituto scolastico Ferdinando Podda (foto S.Novellu)

COSA CAMBIA A NUORO E PROVINCIA – Per la città di Nuoro, il provvedimento del Commissario ridisegna drasticamente l’assetto delle scuole superiori e primarie: Il Liceo Classico “G. Asproni” perde la propria autonomia e viene accorpato al Liceo delle Scienze Umane e Musicale “S. Satta”. La nuova entità assumerà la denominazione di Liceo Classico Scienze Umane e Musicale “G. Asproni-S. Satta”, con sede presso quest’ultimo. L’Istituto Comprensivo “Nuoro 1 Ferdinando Podda” viene soppresso e accorpato al “Nuoro 2 Pietro Borrotzu”. Il nuovo istituto prenderà il nome di “P. Borrotzu – F. Podda”. I tagli non risparmiano il resto della provincia e le zone limitrofe: l’Istituto Comprensivo di Orgosolo viene soppresso e accorpato a quello di Oliena, creando un’unica autonomia tra le due comunità.

COSA CAMBIA NEL RESTO DELL’ISOLA – Se Nuoro piange, il resto della Sardegna non sorride. Il piano commissariale colpisce duramente altre realtà consolidate. A Iglesias, scompare l’autonomia dell’Istituto Magistrale “Baudi di Vesme”, che confluisce nell’Istituto di Istruzione Superiore “G. Asproni”.
In Gallura, la riorganizzazione unisce gli istituti di Arzachena (l’IC 2 viene assorbito dall’IC 1) e cancella l’autonomia dell’Istituto “Anna Compagnone” di Palau, che da ora in avanti farà capo all’Istituto “P. F. M. Magnon” di Santa Teresa di Gallura. In Ogliastra, i tagli coinvolgono Ilbono, accorpato a Lanusei, e Tertenia, che si unisce a Bari Sardo. Infine, nel sassarese, l’autonomia di Thiesi viene soppressa per confluire nell’Istituto Comprensivo di Pozzomaggiore. Per l’assessora Portas, si tratta di decisioni che “hanno tutto il sapore della distruzione”, specialmente in un’isola che ha già accorpato 38 autonomie nell’ultimo triennio e che non ha più margini per ulteriori tagli senza compromettere il diritto allo studio.

LA REPLICA DEL COMUNE – Ancora più duri i toni di Domenico Cabula, assessore alla Pubblica istruzione del comune di Nuoro, che definisce il piano un’aggressione chirurgica contro il territorio. «Lo Stato dimostra di avere un’unica strategia per Nuoro: tagliare, penalizzare e umiliare», attacca Cabula. «Mentre si parla di grandi progetti come l’Einstein Telescope, si costruisce nei fatti un territorio più debole. È inaccettabile che una città venga trattata come una zona di sacrificio, utile solo per concentrare funzioni scomode — come il 41 bis — e subire decisioni calate dall’alto». L’assessore ha poi puntato il dito contro il Governo Meloni e il commissario Feliziani, annunciando battaglia: «Questa città e questa provincia pretendono rispetto e sono pronte a difendere con ogni strumento le proprie scuole e il proprio futuro».

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