C’è anche la Sardegna tra le protagoniste del nuovo piano europeo per la difesa del territorio dai cambiamenti climatici. La Riserva della Biosfera MaB Unesco di Tepilora, Rio Posada e Montalbo (TPM) è stata infatti selezionata tra le 62 nuove regioni del vecchio continente che beneficeranno del progetto Pathways2Resilience. Si tratta di un’iniziativa ambiziosa, nata sotto l’egida della Commissione europea, che punta a proteggere le aree più vulnerabili del territorio dell’Unione. Al centro di questa sfida c’è il Parco naturale regionale di Tepilora, che coordinerà le attività attraverso il progetto TPMBiosphere4Climate. L’idea è semplice ma fondamentale: non subire passivamente gli eventi atmosferici estremi, ma costruire un percorso di resilienza fatto di scelte condivise, dati certi e una gestione coordinata tra i vari enti.
Quello di Tepilora non è un caso isolato. Il programma di Bruxelles coinvolge ormai 100 enti locali in tutta Europa, raggiungendo una popolazione complessiva di oltre 100 milioni di persone. L’obiettivo è preparare amministratori e cittadini agli impatti che il clima sta già avendo sulle nostre vite, utilizzando corsi di formazione e modelli di pianificazione che hanno già dato prova di efficacia altrove. Per i 17 Comuni della Riserva sarda – l’unico sito Unesco di questo tipo nell’isola – le priorità sono chiare. I dati raccolti indicano che le minacce principali riguardano le inondazioni (sentite come rischio principale dal 43% dei territori coinvolti), seguite dalle ondate di calore e dalla siccità, che colpisce pesantemente l’agricoltura e le risorse idriche.
Partecipare a questo network non significa solo far parte di una rete d’eccellenza, ma anche ricevere un sostegno concreto. Ogni realtà selezionata avrà a disposizione un finanziamento a fondo perduto di 210mila euro, oltre al supporto costante di esperti, tutor e consulenti specializzati.
Il traguardo è fissato tra 18 mesi: entro questo tempo, il territorio dovrà presentare una strategia di resilienza completa, che includa un piano d’azione operativo e un programma di investimenti per mettere in sicurezza infrastrutture e comunità. Con questa assegnazione, l’Unione europea mette in campo l’ultima parte dei 21 milioni di euro stanziati per rendere l’Europa più sicura e pronta alle sfide del futuro.
