La Sardegna abbandona gli ultimi posti della classifica nazionale per l’erogazione delle cure palliative. Le rilevazioni più recenti segnano un’inversione di tendenza netta rispetto al passato, evidenziando un progressivo allineamento dell’isola alle medie italiane. I dati, diffusi a Cagliari, confermano l’efficacia delle nuove politiche sanitarie avviate dalla Giunta regionale, che punta ora a un rafforzamento strutturale della rete territoriale.
Il percorso di risalita ha trovato nel 2024 un primo punto di snodo fondamentale. Durante l’anno scorso sono stati assistiti 1.697 pazienti adulti tra hospice e assistenza domiciliare, coprendo il 37% del fabbisogno stimato. Un recupero che ha coinvolto anche l’ambito pediatrico, con i primi 9 minori presi in carico in una rete precedentemente quasi inesistente.
I numeri del primo semestre 2025 consolidano ulteriormente questo trend positivo. Nei primi sei mesi dell’anno in corso sono già 1.101 i pazienti adulti seguiti, con una proiezione che dovrebbe portare la copertura totale al 48% entro dicembre. Il dato più rilevante riguarda le cure palliative domiciliari, che hanno già raggiunto una copertura del 54%, posizionando finalmente la Sardegna in linea con gli standard nazionali dopo anni di cronico ritardo. Segnali di crescita arrivano anche dal settore pediatrico, dove la copertura stimata per la fine dell’anno si attesta intorno al 40%.
Secondo la Presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità, Alessandra Todde, questi risultati sono il frutto di una programmazione precisa che ha messo al centro il potenziamento delle équipe territoriali. L’obiettivo è abbattere le disuguaglianze tra le diverse aree dell’isola, garantendo che l’assistenza domiciliare diventi il vero perno della continuità assistenziale per i malati terminali e le loro famiglie.
La sfida per il prossimo triennio resta ambiziosa. La Presidente ha infatti confermato la volontà di proseguire negli investimenti per raggiungere, entro il 2028, il 90% di copertura del fabbisogno. Si tratta di un traguardo che punta a garantire un accesso equo e dignitoso alle cure di fine vita su tutto il territorio regionale, consolidando una rete che, dopo anni di frammentazione, sembra aver trovato una direzione chiara e una gestione più efficace delle risorse.
