NUORO – L’auditorium della biblioteca Satta di Nuoro è diventato il palcoscenico di un serrato confronto sulla riforma della giustizia firmata dal Guardasigilli Carlo Nordio. Esperti del diritto e rappresentanti della magistratura si sono riuniti per analizzare i contenuti della legge di revisione costituzionale, spiegando alla cittadinanza le ragioni che li vedono schierati per il NO in vista del referendum confermativo fissato per il 22 e 23 marzo 2026.
Al tavolo dei relatori sono intervenuti Maria Agostina Cabiddu, docente ordinaria di Istituzioni di diritto pubblico al Politecnico di Milano, Gilberto Ganassi, sostituto procuratore della Repubblica a Cagliari, Elena Meloni, presidente della sezione penale del Tribunale di Nuoro, e Mauro Pusceddu, presidente del Tribunale di Nuoro. Gli interventi hanno evidenziato come la riforma non si limiti a una semplice riorganizzazione tecnica, ma configuri un vero e proprio cambio di paradigma nel rapporto tra i poteri dello Stato, trasformando profondamente il ruolo istituzionale dell’ordine giudiziario così come disegnato dai padri costituenti.

L’incontro sulla riforma della Giustizia (foto Francesco Serra)
IL FRONTE DEL “NO” – Le motivazioni del fronte del NO si fondano sulla convinzione che la separazione delle carriere e la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura (CSM) distinti colpirebbero l’indipendenza dei magistrati. Secondo i relatori, privare il pubblico ministero della cultura della giurisdizione rischierebbe di trasformarlo in un organo isolato, più vulnerabile alle influenze del potere politico. È stato inoltre aspramente criticato il sistema del sorteggio per la scelta dei componenti dei CSM, definito un meccanismo che svilisce la professionalità e la rappresentanza democratica all’interno della magistratura.
Il dibattito ha inoltre collegato la riforma Nordio ai progetti sul Premierato e sul Regionalismo Differenziato, evidenziando un rischio di eccessivo rafforzamento del potere esecutivo. Questa concentrazione di poteri, secondo i giuristi presenti, finirebbe per indebolire i contrappesi democratici e la magistratura contabile, mettendo in discussione l’equilibrio sancito dalla Costituzione e limitando, in ultima istanza, le libertà dei cittadini.
La serata è stata arricchita da numerosi interventi dal pubblico, tra i quali quelli del sindaco Emiliano Fenu, Domenica Muravera (segretaria generale della Cigl Nuoro-Ogliastra), Graziano Pintori Presidente del comitato Provinciale ANPI), Irene Melis (consigliere comunale), Giovanni Mossa (consigliere comunale e segretario cittadino PD, i quali hanno contribuito a rendere il confronto vivace e profondamente ancorato alla realtà del territorio.
