Definire le procedure operative per la segnalazione dei danni e attivare le misure di sostegno per i territori colpiti dall’ondata di maltempo che, tra il 19 e il 21 gennaio, ha sferzato la Sardegna. Questo il fulcro dell’incontro in videoconferenza svoltosi stamane tra l’Assessora della difesa dell’ambiente, Rosanna Laconi, il direttore generale della Protezione civile regionale, Mauro Merella, e i Sindaci dell’isola.
Secondo i dati raccolti finora da 112 Comuni, la stima preliminare dei danni ha già superato i 200 milioni di euro. Il Direttore Merella ha illustrato le prossime tappe:
- Piattaforma SIPC: I Comuni dovranno inviare le segnalazioni tramite il Sistema Informativo di Protezione Civile.
- Criteri di ricognizione: Le schede dovranno distinguere tra soccorso alla popolazione, danni al patrimonio pubblico (infrastrutture e servizi), abitazioni private, attività produttive e beni mobili registrati.
- Somma urgenza: Gli interventi urgenti possono essere avviati immediatamente dai Comuni; le spese saranno coperte dai fondi regionali già stanziati o da quelli nazionali in arrivo.
- L’analisi dell’evento e le criticità
- Durante il confronto, ARPA Sardegna ha descritto un quadro caratterizzato da precipitazioni persistenti nel settore meridionale e orientale e pesanti mareggiate lungo le coste. Un ruolo cruciale è stato svolto dal Centro Funzionale Decentrato nella gestione del sistema delle dighe, in particolare quella di Nuraghe Arrubiu: il coordinamento con ENAS ha permesso di contenere le portate d’acqua, riducendo i rischi per le popolazioni a valle.
I Sindaci intervenuti hanno riportato gravi danni alla viabilità, ai litorali e al patrimonio culturale, chiedendo semplificazione burocratica e certezze sui tempi dei rimborsi. Merella ha assicurato che verranno valutate anche le segnalazioni provenienti dai territori non classificati inizialmente con il codice rosso. “L’emergenza si gestisce in pochi giorni – ha concluso il Direttore generale – ma il ripristino richiederà anni, metodo e collaborazione”.
