La presidente Alessandra Todde commissario delegato per l’emergenza.
Il Consiglio dei ministri ha deliberato oggi lo stato di emergenza nazionale per far fronte ai devastanti danni causati dal ciclone Harry. Il provvedimento riguarda la Sardegna, la Sicilia e la Calabria, territori duramente colpiti dalle ondate di maltempo tra il 19 e il 21 gennaio. Per gestire le prime urgenze, l’esecutivo ha stanziato un fondo iniziale di 100 milioni di euro.
SARDEGNA – Per l’Isola, la decisione segna il passaggio dall’emergenza regionale a quella nazionale. La presidente della regione, Alessandra Todde, è stata nominata commissario delegato per l’emergenza. Questo incarico le conferisce ampi poteri di deroga per accelerare gli interventi di messa in sicurezza e ripristino. Secondo quanto emerso dal vertice a palazzo Chigi, i fondi saranno ripartiti tra le tre regioni interessate: alla Sardegna spetterebbero circa 33 milioni di euro come prima tranche per i lavori di somma urgenza. Le criticità maggiori segnalate dalla regione riguardano il comparto infrastrutturale. Nel mirino ci sono in particolare la rete stradale, con focus sulla statale 195 e le arterie rurali danneggiate da frane e smottamenti; il sistema dei porti e la difesa delle coste nell’area meridionale e orientale; i danni subiti dal settore agricolo e produttivo. Lo stato di emergenza avrà una durata di 12 mesi, prorogabili per altri 12. La presidente Todde ha sottolineato che lo stanziamento attuale rappresenta solo un anticipo: «Abbiamo fatto presenti le criticità della nostra regione. Seguirà una ricognizione dettagliata dei danni per ottenere ulteriori risorse necessarie alla ricostruzione totale».
Nei prossimi giorni è atteso un nuovo provvedimento interministeriale che, una volta quantificati i danni reali (stimati in centinaia di milioni di euro per la sola Sardegna), definirà il piano di finanziamento a lungo termine per le opere permanenti.
