Successo del tenore nuorese, Marco Puggioni nell’operetta La vedova allegra, andata in scena al Teatro Goldoni di Livorno in concomitanza con il 120° anniversario dal debutto del capolavoro di Franz Lehàr
Ancora un meritato successo per il tenore lirico nuorese Marco Puggioni (APPROFONDISCI), classe 1990, che, il 28 dicembre 2025 e recentemente, il 4 gennaio 2026, è stato brillante interprete dell’operetta La vedova allegra di Franz Lehàr, andata in scena al Teatro Goldoni di Livorno in occasione del 120° anniversario del debutto del capolavoro del grande compositore austriaco inserito nel programma della stagione operistica livornese 2025 2026.
Un frammento dell’esibizione
Brillantemente diplomato in canto lirico presso il Conservatorio Pierluigi da Palestrina sotto la guida del tenore Francesco Piccoli nel 2016, Marco Puggioni, dopo aver iniziato una fortuna carriera di tenore lirico, che lo ha visto protagonista nel repertorio di operistico e concertistico con opere come: Il matrimonio segreto. La cambiale di matrimonio, Lo schiavo, Gianni Schicchi, Petite messe solennelle, Don Pasquale, Adriana Lecouvreur, Il signor Bruschino, Pagliacci, La lupa, Lucia di Lammermoor, Il tabarro, La Traviata e Il barbiere di Siviglia, si è recentemente esibito con successo anche con il genere teatrale e musicale dell’operetta. L’occasione è arrivata su invito dalla direzione del Teatro Goldoni di Livorno, che ha scelto il cantante nuorese per il ruolo di Camille de Rossillon nel capolavoro di Lehàr. Il successo ottenuto, dimostra le grandi capacità vocali e interpretative che hanno permesso all’artista di misurarsi con successo anche nello scintillante mondo dell’operetta, come interprete de La vedova allegra, che dopo 120 anni rimane indubbiamente il lavoro più eseguito del grande compositore austriaco.

Marco Puggioni (al centro) in La vedova allegra
La rappresentazione livornese ha dimostrato ulteriormente le grandi capacità canore e interpretative del tenore nuorese, che si è particolarmente distino nel ruolo di Camille de Rossillon, il galante seduttore protagonista del triangolo amoroso della vicenda, ruolo che oltre la vocalità richiede una una notevole presenza scenica. A dimostrazione del successo di pubblico anche quello favorevole della della critica musicale, che a riguardo si è espressa: «…melodico e avvolgente il Camille de Rossillion di Puggioni, di grande lucentezza negli acuti. Con ampiezza e passionalità traccia prima il duetto al primo atto e poi la romanza “come una rosa in boccio”».
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