La Giunta regionale della Sardegna ha formalmente deliberato lo stato di emergenza regionale per la durata di dodici mesi. Il provvedimento riguarda i territori della Sardegna orientale e meridionale, duramente colpiti dal ciclone Harry tra il 19 e il 21 gennaio 2026.
La misura, proposta dalla presidente della Regione, Alessandra Todde, e dall’assessora della Difesa dell’Ambiente con delega alla Protezione civile, Rosanna Laconi, risponde alla straordinaria gravità degli eventi meteorologici. Precipitazioni eccezionali, mareggiate e pesanti esondazioni hanno causato danni diffusi a infrastrutture, viabilità, edifici pubblici e attività produttive in aree critiche come l’Ogliastra, la Baronia, il Sarrabus e il Campidano.
In attesa di provvedimenti legislativi per lo stanziamento di fondi strutturali, la Giunta ha autorizzato l’impiego di 5,5 milioni di euro. Si tratta di risorse già previste nel bilancio regionale 2025-2027 per l’annualità 2026, che verranno utilizzate per interventi di somma urgenza e messa in sicurezza del territorio; ripristino dei servizi essenziali e delle principali vie di comunicazione; assistenza immediata alle comunità colpite. Contestualmente, è stato attivato il coordinamento dei Centri operativi comunali per avviare la delimitazione delle aree danneggiate e la ricognizione dei fabbisogni necessari al pieno recupero.
“La Sardegna ha fronteggiato un evento di portata eccezionale”, ha dichiarato Laconi. “Abbiamo attivato risorse concrete per garantire la tutela delle persone e del territorio”. La Regione ha inoltre inoltrato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la richiesta per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale.
Il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano, durante un sopralluogo nelle zone più colpite — tra cui il litorale del Poetto a Cagliari e le arterie stradali del sud Sardegna — ha confermato il pieno sostegno del Governo nazionale. L’obiettivo è l’attivazione di ulteriori strumenti straordinari e risorse aggiuntive per far fronte a danni stimati in centinaia di milioni di euro.
La collaborazione istituzionale prosegue ora con la ricognizione puntuale dei danni, fondamentale per definire l’ammontare complessivo dei ristori destinati sia al settore pubblico che a quello privato.
0 commenti
Commenta
Sostieni l'informazione libera e indipendente di Cronache Nuoresi
