Sigarette. Aumento di 5 euro a pacchetto: l’appello degli oncologi per salvare il SSN

Salvatore

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Sigarette. Aumento di 5 euro a pacchetto: l’appello degli oncologi per salvare il SSN

venerdì 23 Gennaio 2026 - 16:19
Sigarette. Aumento di 5 euro a pacchetto: l’appello degli oncologi per salvare il SSN

Fumo di sigaretta (foto S.Novellu)

Una proposta destinata a far discutere, ma con un obiettivo dichiarato di salute pubblica e sostenibilità economica: l’aumento del prezzo delle sigarette di ben 5 euro a pacchetto. L’iniziativa, lanciata con forza dall’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), mira a colpire il tabagismo e, contemporaneamente, a rimpinguare le casse del SSN (Servizio Sanitario Nazionale).

Secondo gli esperti, una simile misura non sarebbe solo un deterrente per il consumo, ma rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per la sanità pubblica, messa a dura prova dall’incremento dei costi assistenziali e dalle malattie fumo-correlate. Il presidente dell’AIOM, Francesco Perrone, ha ribadito la necessità di un intervento strutturale. La campagna, sostenuta da diverse sigle scientifiche, sottolinea come in Italia i prezzi dei tabacchi siano ancora tra i più bassi d’Europa, un fattore che non aiuta a ridurre il numero di fumatori, fermo da anni a circa il 24% della popolazione adulta. “Il tabagismo è la principale causa di tumori e malattie croniche”, spiegano dall’associazione. “Un aumento di 5 euro porterebbe il costo di un pacchetto a circa 10-12 euro, allineandolo agli standard di paesi come la Francia o il Regno Unito, dove le politiche di contrasto al fumo hanno dato risultati tangibili”.

L’impatto economico di questa manovra è stato stimato in circa 13,8 miliardi di euro di entrate aggiuntive per lo Stato. Questi fondi, secondo la proposta, dovrebbero essere vincolati per legge al SSN: finanziamento per nuovi medici e infermieri per ridurre le liste d’attesa; campagne di sensibilizzazione nelle scuole e centri per la disassuefazione dal fumo; investimenti in oncologia e terapie innovative per i pazienti colpiti da patologie respiratorie.

Mentre il mondo medico si schiera compatto a favore del provvedimento, non mancano le resistenze. Le associazioni dei tabaccai e i produttori sollevano preoccupazioni circa il rischio di una ripresa del contrabbando e il danno economico per una filiera che conta migliaia di occupati lungo tutta la penisola. Dal canto suo, il Governo ha avviato un tavolo di confronto tra il Ministero della Salute e il Ministero dell’Economia per valutare la fattibilità tecnica della misura, cercando un equilibrio tra le esigenze di bilancio e la tutela della salute dei cittadini. La discussione, che si preannuncia accesa, entrerà nel vivo durante i prossimi passaggi parlamentari.

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