L’eredità dei Ciusa tra arte e memoria: a Nuoro un convegno dell’Associazione Mazziniani

Franceschino Nieddu

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L’eredità dei Ciusa tra arte e memoria: a Nuoro un convegno dell’Associazione Mazziniani

venerdì 23 Gennaio 2026 - 09:23
L’eredità dei Ciusa tra arte e memoria: a Nuoro un convegno dell’Associazione Mazziniani

L'incontro dedicato all'opera di Francesco Ciusa

NUORO – Si è svolto nella tarda serata di ieri un incontro molto partecipato, promosso dall’Associazione Mazziniani Italiana, dedicato alle opere dello scultore Francesco Ciusa: dai monumenti per i caduti nella prima guerra mondiale sino all’opera dedicata a Sebastiano Satta, realizzata sul colle Sant’Onofrio e successivamente abbandonata all’incuria e ai vandali.

Annico Pau, presidente del sodalizio nuorese, ha introdotto la conferenza ripercorrendo il ruolo storico dell’artista e i suoi legami con le personalità vissute durante il periodo della Grande Guerra. L’attenzione dei relatori si è concentrata in particolare sulla figura di Sebastiano Satta e sul monumento a lui dedicato, eretto nel colle di Sant’Onofrio, che domina la città, seguendo le indicazioni dello scultore, ben prima della piazza progettata da Costantino Nivola.
Rita Pamela Ladogana, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Cagliari, ha offerto un’analisi dettagliata sull’evoluzione dell’arte pubblica di Francesco Ciusa mentre lo storico dell’arte Carlo Maccioni ha approfondito i diversi progetti dedicati a Sebastiano Satta, soffermandosi in particolare sul monumento realizzato nel colle che domina la città, espressione di una visione monumentale che precedette cronologicamente la successiva piazza progettata da Costantino Nivola.
Durante l’incontro, Nietta Condemi de Felice ha ricordato l’impegno del marito, l’architetto Michele Ciusa, il quale propose un accurato progetto di restauro per il monumento del colle Sant’Onofrio. Attraverso la proiezione di alcune immagini, è stato illustrato come l’architetto intendesse ripristinare l’opera ormai degradata. Michele Ciusa, profondamente legato a Nuoro e dedito all’insegnamento, si distinse negli anni per numerosi interventi di salvaguardia del patrimonio cittadino. Nel 1995, fu proprio lui a recuperare le fontanelle dei giardinetti ritrovate in una discarica; una di queste è oggi custodita presso l’Istituto Regionale Etnografico. Oltre a curare una monografia del padre Francesco, donata a una casa per malati oncologici a Cagliari, l’architetto firmò importanti progetti urbanistici, tra cui la ristrutturazione del centro storico di Nuoro e del vicinato della chiesa di san Carlo. La sua professionalità, condivisa con il collega Floris, ricevette in passato anche il plauso di Vittorio Sgarbi.

Il piano di recupero per il monumento a Sebastiano Satta rappresentava per Michele Ciusa un omaggio alla propria città. Il progetto prevedeva il ripristino di tutti gli elementi originari, inclusi i lastroni del basamento che erano stati gettati in una scarpata vicina. In ogni suo intervento, l’architetto mantenne sempre un rapporto di proficua collaborazione e rispetto verso le maestranze impiegate.
Nelle conclusioni, Annico Pau ha sottolineato come l’arte di Francesco Ciusa sia stata influenzata dai grandi ideali del Risorgimento. Opere come la lapide dedicata a Attilio Deffenu al Corso Garibaldi, e il bassorilievo situato in una cappella del cimitero cittadino rimangono la testimonianza di un maestro dotato di grande coerenza umana. Insieme a lui, è stata celebrata la figura di Sebastiano Satta, intellettuale capace di portare una fondamentale ventata culturale nella Nuoro del secolo scorso. (F.NIEDDU)

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