Centri montani. Oltre 100 comuni sardi a rischio declassamento

Salvatore

Per la tua pubblicità su Cronache Nuoresi scrivi una mail a: commerciale@cronachenuoresi.it o chiama il n. +39 324 952 7229

Centri montani. Oltre 100 comuni sardi a rischio declassamento

di Salvatore Novellu
martedì 20 Gennaio 2026 - 11:38
Centri montani. Oltre 100 comuni sardi a rischio declassamento

Una panoramica di Scano Montiferro (foto S.Novellu)

Una vera e propria “scure” normativa minaccia l’identità e le casse dei piccoli centri dell’Isola. La riforma nazionale per la ridefinizione dei comuni montani, entrata nella sua fase cruciale in questo inizio di 2026, rischia di ridisegnare la mappa della Sardegna, escludendo decine di paesi dai benefici e dai fondi destinati alle zone svantaggiate.

La legge 131/2025, promossa dal governo centrale, introduce criteri geometrici e altimetrici estremamente rigidi: per essere considerato “montano”, un comune deve avere almeno il 25% della superficie sopra i 600 metri o il 30% del territorio con pendenze superiori al 20%.

L’assessore agli enti locali Francesco Spanedda

L’assessore regionale agli Enti Locali, Francesco Spanedda, ha sollevato il caso durante l’ultima riunione del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL). Secondo le stime regionali, oltre cento centri sardi – oggi classificati come montani – potrebbero perdere questo status, venendo declassati a comuni collinari o rurali.
Non si possono misurare i diritti dei cittadini solo con il metro e la livella“, denunciano i sindaci dei territori più colpiti, come quelli della Barbagia e del Mandrolisai. La Sardegna chiede che il governo nazionale integri i parametri fisici con indicatori socio-economici: spopolamento, distanza dai servizi essenziali (ospedali e scuole) e i costi aggiuntivi legati all’insularità.

COSA SI RISCHIA – Il declassamento non è solo una questione di etichetta. Perdere lo status di comune montano significa tagli ai trasferimenti (esclusione dal riparto del Fondo nazionale per la montagna – circa 200 milioni di euro per il triennio 2025-2027); fiscalità (perdita di agevolazioni per le imprese locali e per i giovani che decidono di restare o trasferirsi in questi centri); servizi: (maggiori difficoltà nel mantenere presidi sanitari e scolastici, già duramente provati dalla crisi demografica).

VERSO UN FRONTE COMUNE – La Sardegna non è sola in questa battaglia. Insieme a Umbria e Piemonte, la Regione sta lavorando a un documento da presentare in Conferenza Unificata per ottenere deroghe specifiche. L’obiettivo è trasformare il concetto di “montanità” in quello di “marginalità”, premiando chi presidia territori difficili indipendentemente dall’altitudine esatta del municipio.
La decisione definitiva è attesa entro le prossime settimane. Per molti piccoli borghi dell’interno, il 2026 rappresenta l’anno della verità: restare “montagna” per lo Stato o scivolare verso un isolamento ancora più profondo.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Sostieni l'informazione libera e indipendente di Cronache Nuoresi