NUORO – Un grande striscione teso in piazza Sebastiano Satta a Nuoro ha scandito ieri pomeriggio i temi della manifestazione promossa da Progetto per Nuoro. L’iniziativa, nata con uno spirito unitario e aperta a tutti i sostenitori della pace nel mondo e della fine dei conflitti, ha visto l’adesione delle forze progressiste cittadine, pur tra alcune polemiche interne emerse già durante l’introduzione… “Se ci sono quelli, non veniamo…”, qualcuno ha detto in apertura. Al centro del dibattito la lettura di una mozione approvata dal Consiglio regionale in data 15 luglio 2025. Il documento, sottoscritto da diversi consiglieri di Maggioranza, impegna la Presidente della Regione e la Giunta a schierarsi contro il piano di riarmo europeo “ReArm Europe/Readiness 2023”. La mozione chiede di sostenere, presso il Governo centrale, la necessità di intervenire in aiuto dei cittadini in fuga da guerre, povertà e carestie, privilegiando gli investimenti su salute e scuola. Tra le proposte, anche l’invito ai Comuni ad aderire al progetto “Peace for Europe”, con la successiva trasmissione del testo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Comitato europeo delle regioni.

Un momento del sit-in per la pace
Le critiche alle politiche internazionali e al decreto sicurezza – Gli interventi che si sono succeduti hanno evidenziato un forte clima di preoccupazione per quelli che sono stati definiti “rigurgiti fascisti” in Italia e manifestazioni di negazionismo. È stata criticata la posizione del Governo italiano, accusato di sostenere le linee interventiste di Trump e di privilegiare lo sviluppo dell’industria bellica a scapito dei servizi sociali e sanitari. Secondo i manifestanti, la politica imperialista americana, volta a imporre un nuovo ordine mondiale attraverso aggressioni ai popoli palestinese, venezuelano e pressioni sulla Groenlandia, starebbe generando guerre e dittature nel “silenzio collettivo” delle istituzioni europee. Non sono mancati attacchi al Decreto sicurezza, considerato uno strumento per limitare la libertà di dissenso e ostacolare le manifestazioni di piazza.

Il sindaco Fenu al sit-in per la pace
L’intervento del sindaco e le defezioni della sinistra – Il sindaco Emiliano Fenu ha collegato la manifestazione alla recente approvazione in Consiglio comunale della mozione in favore del popolo palestinese. “Le guerre in corso sono frutto di una politica degli USA che vuole dominare il pianeta”, ha dichiarato Fenu, aggiungendo che “pace e convivenza tra i popoli non sono concetti astratti, perché occorre costruirle con la volontà popolare”.

Il sindaco Fenu al sit-in per la pace
Nonostante l’appello all’unità, la piazza ha registrato assenze significative. Le associazioni e i comitati pro Palestina non hanno partecipato, mentre l’associazione Italia-Cuba ha revocato la propria adesione. Critica la posizione di Rifondazione e dei Giovani Comunisti, che in una nota hanno dichiarato: “Non saremo presenti con forze politiche favorevoli al riarmo e alla NATO“. Ancora più duro il documento della USB (Unione Sindacale di Base), condiviso dal Collettivo Comunista (m-l) di Nuoro. Il sindacato ha contestato la presenza del PD, accusato di aver votato per il riarmo e di appoggiare l’economia di guerra. “L’appello di questa manifestazione diventa anonimo, con generici slogan su cui concordano tutti”, si legge nella nota della USB, che ribadisce la prosecuzione della mobilitazione per la liberazione del popolo palestinese contro quello che definisce il “genocidio in atto”.
