NUORO – Secondo i dati diffusi da Coldiretti, mancano all’appello decine di milioni di euro destinati al comparto agricolo sardo. La causa principale di questo blocco finanziario risiede nelle anomalie amministrative relative alla classificazione dei terreni e alle Pratiche Locali Tradizionali (PLT). Nello specifico, la situazione è critica per migliaia di produttori: sono 3.157 le imprese ferme al 50% dell’erogazione del premio, mentre ben 531 aziende non hanno ancora percepito alcun pagamento.
Il nodo della questione rimane l’identificazione dei “pascoli con tara”. Si tratta di superfici che, pur essendo storicamente e regolarmente utilizzate per il pascolo nelle zone interne della Sardegna, vengono spesso escluse dai finanziamenti della Politica Agricola Comune (PAC) a causa di parametri burocratici nazionali che non riconoscono la peculiarità dei terreni boscati e cespugliati dell’Isola.

L’assemblea di Coldiretti a Nuoro sulla PAC
UN FRENO ALLO SVILUPPO DELLE ZONE SVANTAGGIATE – All’assemblea, caratterizzata da una massiccia partecipazione di imprese, hanno preso parte i presidenti Leonardo Salis (Nuoro-Ogliastra) e Giorgio Demurtas (Cagliari), affiancati dai rispettivi direttori Alessandro Serra e Giuseppe Casu. Il quadro delineato è preoccupante: nonostante i progressi registrati negli anni scorsi, una parte significativa del mondo agricolo isolano si trova ancora in una situazione di stallo finanziario. I vertici di Coldiretti Nuoro-Ogliastra e Cagliari hanno evidenziato come questa incertezza sui pagamenti stia soffocando le aziende situate nelle aree più marginali. I presidenti Leonardo Salis e Giorgio Demurtas hanno ribadito che la mancata erogazione delle risorse non è solo un problema contabile, ma un colpo diretto alla resilienza dei territori contro lo spopolamento e l’abbandono delle campagne.
SERVONO INTERVENTI STRUTTURALI – Nonostante il lavoro svolto nel 2024 avesse parzialmente sbloccato la situazione, il riemergere delle anomalie sulle PLT preoccupa l’organizzazione di categoria. Coldiretti chiede ora che la Regione Sardegna e le istituzioni nazionali rendano strutturali le soluzioni tecniche individuate, garantendo che le superfici a pascolo arborato e cespugliato siano inserite stabilmente nei sistemi di pagamento. L’appello è rivolto alla politica affinché si acceleri il processo di revisione dei dati e si proceda immediatamente allo sblocco della liquidità necessaria per la sopravvivenza delle oltre 3.600 imprese coinvolte in questo stallo amministrativo.
