NUORO – È una posizione di netta chiusura quella espressa dalla consigliera comunale del Gruppo Misto, Maura Chessa, in merito alla possibile conversione totale del carcere di Badu ’e Carros in una struttura destinata esclusivamente al regime di massima sicurezza. Durante l’ultima seduta dell’assemblea civica, Chessa ha alzato il tono del dibattito, denunciando il rischio che il capoluogo barbaricino e la Sardegna intera vengano trasformati in un terminale di decisioni calate dall’alto, prive di benefici per il territorio. «Questa scelta inciderebbe in modo profondo e irreversibile sul tessuto sociale ed economico della città», ha ammonito la consigliera, sottolineando come Nuoro non possa essere considerata un semplice luogo dove collocare ciò che altrove risulta ingestibile.

Maura Chessa
Il cuore dell’intervento di Maura Chessa si è focalizzato sul principio di compensazione. Secondo l’esponente del Gruppo Misto, se lo Stato intende imporre un fardello così rilevante alla comunità sarda, deve contestualmente garantire investimenti concreti, infrastrutture e presidi sociali. «Non è accettabile che si aggiunga il danno alla beffa: se ci viene chiesto di gestire una funzione così gravosa, pretendiamo risposte misurabili in termini di sviluppo», ha ribadito con forza. Una linea, quella della responsabilità istituzionale unita alla memoria politica, che ha trovato il sostegno di figure autorevoli presenti in aula come l’ex presidente della Regione Angelo Rojch e l’Onorevole Francesca Ghirra.
In chiusura, Chessa ha lanciato un monito al Governo e alle istituzioni competenti, auspicando che nei prossimi mesi non vengano intrapresi passi unilaterali che rendano irreversibile la trasformazione del penitenziario. La richiesta è chiara: trasparenza e confronto permanente con la comunità locale. Per Maura Chessa, la sicurezza nazionale è un obiettivo prioritario, ma non può essere garantita sacrificando la dignità e le prospettive future di un territorio che già sconta storici isolamenti e carenze strutturali.
