NUORO – La casa circondariale di Badu ‘e Carros, è destinata a diventare un istituto interamente dedicato ai detenuti in regime di 41-bis. È quanto emerso durante la seduta della Conferenza Stato-Regioni del 18 dicembre 2025 (LEGGI IL DOCUMENTO), nell’ambito di un’informativa del Ministero della Giustizia sulla riorganizzazione degli spazi detentivi. La proposta ha scatenato un duro scontro tra la Regione Sardegna e il Governo.

L’ass. reg. all’Ambiente Rosanna Laconi (foto S.Meloni)
«Non siamo un’isola-carcere» – L’assessore Regione Sardegna Rosanna Laconi, intervenuto su delega della Presidente Todde, ha espresso una “estrema preoccupazione” per il mancato coinvolgimento della Regione in una scelta definita “delicata”. Secondo Laconi, trasformare Badu ‘e Carros in un polo esclusivo per il 41-bis significa concentrare in un’area fragile come il nuorese una popolazione carceraria “particolarmente pericolosa”. «Stiamo uscendo dalla logica di un’isola vista come l’isola carcere – ha dichiarato Laconi – non condividiamo che l’insularità debba essere vista come una condanna». L’Assessore, parlando anche come medico, ha evidenziato l’incapacità delle strutture sanitarie locali di sopportare tale carico: «Quando un 41-bis entra in un Pronto Soccorso, si blocca tutto». Laconi ha inoltre paventato il rischio di infiltrazioni criminali legate al trasferimento dei nuclei familiari dei detenuti, definendo il possibile tessuto sociale che si verrebbe a creare come “veramente pericoloso”.

Il sottosegretario Andrea Delmastro (foto F. Pirisi)
La replica del Governo: «Più sicurezza con istituti dedicati» – Il sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove ha giustificato la segretezza iniziale del progetto con ragioni di “sicurezza nazionale“, garantendo però future interlocuzioni con la Regione. Il Sottosegretario ha smentito l’allarme sui familiari (“rimangono nei territori che vogliono controllare”) e ha sostenuto che la creazione di istituti dedicati aumenti la sicurezza complessiva. «Attualmente in Sardegna ci sono già 192 posti di 41-bis in circuiti promiscui – ha spiegato Delmastro Delle Vedove – se fossero tutti in istituti dedicati e trattati dai GOM (Gruppo Operativo Mobile), aggiungiamo sicurezza financo all’isola stessa». Il Sottosegretario ha poi richiamato la Regione Sardegna ai propri doveri sulla sanità, chiedendo di istituire reparti ospedalieri protetti per i detenuti nei capoluoghi, come già fatto da altre regioni italiane.
Il ministro Calderoli ha chiuso il punto auspicando che, in uno spirito di “leale collaborazione”, il Sottosegretario e la presidente Todde possano affrontare i problemi specifici sollevati. La questione resta aperta: se da un lato il Governo punta sulla specializzazione tecnologica e operativa di Badu ‘e Carros, dall’altro la Sardegna si oppone a un ritorno al passato che ne comprometterebbe lo sviluppo sociale e sanitario.
