MAMOIADA – Cresce l’attesa per quello che è considerato il vero inizio del carnevale sardo. Domani, 17 gennaio, le strade di Mamoiada ospiteranno la prima uscita ufficiale dell’anno dei Mamuthones e degli Issohadores. Un evento che trascende la semplice sfilata, configurandosi come un rito ancestrale di protezione e buon auspicio per l’intera comunità.

Mamoiada, Mamuthones (foto S.Novellu)
Il programma della giornata entrerà nel vivo alle ore 14:30, quando nelle sedi delle storiche associazioni si svolgerà il solenne rito della vestizione. È un momento privato e quasi sacro, in cui i figuranti caricano sulle spalle i pesanti campanacci e indossano le caratteristiche maschere lignee antropomorfe, preparandosi a diventare i custodi di una tradizione millenaria.

Mamoiada, maschere di Mamuthones (foto S.Novellu)
Una volta completata la vestizione, i gruppi si dirigeranno verso il grande falò di Santa Maria, benedetto durante la preghiera itinerante che ha dato il via ai fuochi rionali. Proprio intorno al fuoco principale avverrà il primo ballo rituale, un cerchio di suoni e movimenti cadenzati che darà ufficialmente inizio alla danza dei campanacci.
Seguendo un’alternanza che si tramanda di generazione in generazione, i gruppi percorreranno le vie del centro storico o i rioni della parte bassa del paese, sostando davanti a ogni falò acceso nei quartieri. Sarà l’occasione per i visitatori di ammirare da vicino il contrasto tra il passo lento e sofferente dei Mamuthones e la dinamicità degli Issohadores, pronti a lanciare la loro “soha” (la fune) tra la folla.
L’uscita di domani rappresenta il culmine della festa di Sant’Antonio Abate, unendo il calore dei falò alla potenza visiva delle maschere, in un abbraccio tra sacro e profano che richiama ogni anno migliaia di appassionati e studiosi da tutto il mondo
