Sentenza storica a Oristano: abusi al Collegio serafico, condannato perde l’abito talare

Salvatore

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Sentenza storica a Oristano: abusi al Collegio serafico, condannato perde l’abito talare

giovedì 15 Gennaio 2026 - 14:21
Sentenza storica a Oristano: abusi al Collegio serafico, condannato perde l’abito talare

Il sacerdote Paolo Contini

ORISTANO – Il Tribunale ecclesiastico interdiocesano della Sardegna ha decretato la dimissione dallo stato clericale per l’ex rettore del Collegio serafico francescano di Oristano, don Valerio Manca (un tempo conosciuto come padre Emanuele). La sentenza, emessa nella tarda serata di ieri, riconosce ufficialmente la verità sugli abusi sessuali commessi a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta all’interno della struttura religiosa.

Il verdetto, giunto al termine di un procedimento svoltosi presso la Pontificia Università Santa Croce a Roma, rappresenta la sanzione più severa prevista dal diritto canonico: la perdita definitiva dei voti e l’espulsione da ogni ordine ecclesiastico. A darne notizia è stata una delle vittime, padre Paolo Contini, che con un coraggioso post sui social ha confermato l’esito del processo: “Sono state riconosciute vere le denunce e gli abusi. Don Valerio Manca non è più sacerdote della Chiesa cattolica”.

La vicenda era emersa con forza il 13 maggio 2023, quando padre Contini aveva scelto di rompere il silenzio decennale rivelando ai propri parrocchiani le sofferenze subite da seminarista adolescente. La prova cardine del processo è stata, paradossalmente, una lettera inviata dallo stesso Manca trentasei anni dopo i fatti, nella quale chiedeva perdono alla vittima; un documento che, anziché chiudere il passato, ha aperto le porte della giustizia ecclesiastica, supportata dall’assistenza legale dell’avvocato Alessandro Camedda.

Nonostante la probabile prescrizione sul fronte della giustizia ordinaria, la Procura di Oristano ha mantenuto aperto il fascicolo in attesa della decisione del tribunale della Chiesa. Il caso riaccende i riflettori su una realtà drammatica: secondo la Garante regionale per l’infanzia, Carla Puligheddu, la Sardegna conta 37 casi di abusi censiti nell’ultimo quinquennio e ben 196 vittime sopravvissute. L’appello della Garante è ora rivolto direttamente ai vertici della CEI affinché la Chiesa intervenga con determinazione su un fenomeno definito “allarmante”.

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