Avrebbero incassato per anni generosi contributi europei destinati allo sviluppo delle campagne, dichiarando però il possesso di terreni di cui i legittimi proprietari ignoravano persino l’utilizzo. È il cuore dell’operazione condotta dai Carabinieri della Stazione di Desulo che, su delega della Procura Europea (EPPO), hanno messo i sigilli a beni e conti correnti per un valore di oltre 114 mila euro nei confronti di un’azienda agricola nel territorio di Desulo.
L’indagine, che ha visto impegnati anche i militari della Sezione EPPO del Nucleo Investigativo di Roma, ha scoperchiato un sistema di “scatole cinesi” agricole. Al centro del mirino degli inquirenti una ditta realmente attiva nel settore agropastorale che, tuttavia, avrebbe gonfiato le proprie richieste di aiuto comunitario falsificando titoli di conduzione e contratti di affitto.
I reati contestati dalla Procura e avallati dal G.I.P. del Tribunale di Cagliari sono pesanti: truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, guidati dal Capitano di Tonara Achille Curcio, l’azienda figurava come affittuaria di numerosi appezzamenti che, nei fatti, restavano improduttivi o nella sola disponibilità dei reali proprietari, ignari che i propri dati catastali servissero a drenare fondi da Bruxelles.
Ma c’è di più: il denaro ottenuto illecitamente – circa 115 mila euro – non sarebbe mai tornato alla terra. Gli inquirenti hanno tracciato flussi finanziari verso spese e transazioni che nulla avevano a che fare con la produzione agricola o il miglioramento rurale, facendo scattare l’accusa di autoriciclaggio per il reimpiego dei capitali sporchi.
