Maxi blitz antidroga a Orani: smantellata la più grande piantagione di marijuana mai vista in Sardegna

Salvatore

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Maxi blitz antidroga a Orani: smantellata la più grande piantagione di marijuana mai vista in Sardegna

martedì 13 Gennaio 2026 - 11:18
Maxi blitz antidroga a Orani: smantellata la più grande piantagione di marijuana mai vista in Sardegna

La piantagione di marijuana scoperta a Orani

Smantellata a Orani la “fabbrica” della marijuana: sequestro record da 31 milioni di euro


È la piantagione più vasta mai individuata in Sardegna, e una delle più imponenti dell’intero territorio nazionale, quella smantellata nelle scorse ore dai Carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro. L’operazione, culminata nella mattinata di oggi, 13 gennaio 2026, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per quattro persone, mentre una quinta è stata deferita in stato di libertà. Si tratta di Gonario Morittu e Pietro Noli, entrambi residenti a Orani, Fabiano Benzi di Silanus e Giuseppe Marrone, originario di Buddusò. Un quinto uomo, anch’egli di Orani, risulta al momento indagato a piede libero.

Un momento della conferenza stampa dei Carabinieri (foto S.Novellu)

Un momento della conferenza stampa dei Carabinieri (foto S.Novellu)

Un’industria della droga tra i tralicci – L’indagine ha preso il via nel luglio scorso, quando il Reparto Squadriglie ha individuato il sito nell’agro di Orani, precisamente in località Is Podilo. La piantagione era stata posizionata strategicamente sotto i tralicci dell’alta tensione per ostacolare il monitoraggio aereo. L’infrastruttura era di tipo industriale: i militari hanno rinvenuto oltre 40.000 piante messe a dimora e ulteriori 13.000 già in fase di essiccazione all’interno di un capannone lungo 190 metri. Il sistema di irrigazione, alimentato con acqua rubata, si estendeva per circa 23 chilometri di tubazioni sotterranee.

Le piante di marijuana poste a essiccare

Le piante di marijuana poste a essiccare

Numeri da primato nazionale – L’entità del sequestro assume un rilievo statistico senza precedenti. Secondo i dati della relazione annuale 2025 del Ministero dell’Interno (DCSA), la quantità di piante rinvenuta a Orani ammonta a circa un quarto della produzione regionale e a un sesto della produzione nazionale dell’intero anno 2024. Per rendere l’idea della portata dell’affare illecito, la sola parte di piantagione composta da 25.000 piante supera il numero complessivo di piante sequestrate nell’intero anno 2024 in Calabria, regione che pure detiene la seconda posizione nazionale per produzione di canapa.

Una delle piantagioni di marijuana sequestrate a Orani

Una delle piantagioni di marijuana sequestrate a Orani

Il business e il trucco della “falsa legalità” – Il peso complessivo dello stupefacente sequestrato sfiora le 3,5 tonnellate. Le analisi condotte dal RIS di Cagliari hanno rivelato un potenziale distruttivo enorme: dalla sostanza si sarebbero potuti ricavare circa 370 kg di principio attivo purissimo, pari a 15 milioni di dosi. L’organizzazione aveva tentato di mimetizzare l’attività illecita dietro una facciata di legalità, costituendo una società agricola e assumendo braccianti che lavoravano nei campi convinti di coltivare cannabis legale. La difesa ha tentato di giustificare l’estensione della coltura citando contratti di fornitura verso la Svizzera, ma le indagini hanno accertato l’assenza delle autorizzazioni ministeriali necessarie e il mancato rispetto delle nuove normative sulla tracciabilità introdotte dal Decreto Sicurezza 2025.

Una parte della marijuana scoperta a Orani

Una parte della marijuana scoperta a Orani

Un business da oltre 30milioni di euro andato in fumo – Il valore della droga sul mercato del dettaglio è stato stimato in circa 31 milioni di euro. Gli inquirenti ritengono che una produzione di tali dimensioni non fosse destinata esclusivamente al mercato sardo, ma a circuiti di spaccio nazionali e internazionali su cui le indagini proseguono ora a ritmo serrato. Le piante, una volta estirpate, sono state distrutte dai carabinieri, in collaborazione con gli uomini del corpo forestale.

Un momento della conferennza stampa dei Carabinieri (foto S.Novellu)

Un momento della conferenza stampa dei Carabinieri (foto S.Novellu)

Le indagini – La scoperta risale ai primi di luglio 2025, quando il sito era stato individuato grazie al lavoro delle Squadriglie del Comando Provinciale di Nuoro, supportate dal monitoraggio aereo degli elicotteri di Cagliari e Sassari. Da quel momento è partita una complessa fase investigativa, culminata oggi con l’esecuzione delle misure cautelari. In carcere, presso la struttura di Badu ‘e Carros, sono finiti quattro persone di Silanus, Buddusò e Orani), ritenute responsabili della gestione del sito: due sono il proprietario a l’affittuario del terreno e gli altri due i soci; c’è Un quinto complice di Orani che è stato indagato e denunciato a piede libero. Come sottolineato dal Comandante Provinciale, il colonnello Gerardo Cassese, l’indagine si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Gli arresti sono stati emessi dal GIP di Nuoro su richiesta della locale Procura per evitare l’inquinamento delle prove o la reiterazione del reato. L’entità del sequestro suggerisce che la produzione non fosse destinata esclusivamente al mercato isolano; gli inquirenti sono ora al lavoro per ricostruire le rotte nazionali e internazionali verso cui la droga era diretta.

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