Mattinata di tensione a Nuoro, dove la Nuorese Calcio ha deciso di passare dalle parole ai fatti. Il presidente Gianni Pitorra, accompagnato dalla squadra al completo, ha fatto irruzione in Comune per consegnare ufficialmente le chiavi dello stadio Frogheri nelle mani del sindaco Fenu. Una protesta pacifica ma carica di esasperazione, nata da una gestione degli impianti sportivi ritenuta ormai insostenibile dalla società verdeazzurra.

Un momento dell’incontro con la Nuorese (foto Novellu)
Al centro della contesa non c’è solo il futuro della prima squadra, ma anche l’attività dei giovani a Città Giardino, dove i cronici problemi agli impianti elettrici impediscono il regolare svolgimento degli allenamenti. Tuttavia, è lo stato del Frogheri a rappresentare la ferita più profonda. La società ha denunciato con forza le condizioni del manto erboso, rimasto secco durante il mese di luglio e profondamente lacerato da buche dopo l’evento del Redentore. Un danno che ha costretto la Nuorese a farsi carico interamente delle spese di ripristino, un onere che la dirigenza ritiene non di propria competenza, lamentando l’assenza del Comune nel supportare almeno i costi per l’acqua utilizzata per salvare il campo.

Un momento dell’incontro con la Nuorese (foto Novellu)
La polemica si estende alla gestione degli spazi interni: la Nuorese chiede con urgenza l’apertura della Sala Attilia, dato che i locali del terzo tempo e della mensa sono stati dichiarati inagibili dal Commissario Straordinario. Una situazione paradossale che costringe oggi i calciatori professionisti a mangiare nei capannoni industriali di Pratosardo, messi a disposizione privatamente dal presidente Pitorra. “Ci siamo occupati noi dell’imbiancatura e della Sala Attilia, è nostro diritto utilizzare quei locali” sottolinea la dirigenza.
I numeri del dissenso sono chiari: il ripristino delle buche dopo il Redentore, che fino all’amministrazione Soddu era a carico del Comune con uno stanziamento di 13mila euro, è ricaduto interamente sulla società. A questo si aggiungono altri 9mila euro spesi per permettere ai calciatori di allenarsi in strutture private a causa dell’impraticabilità del campo principale. Con la consegna delle chiavi, la palla passa ora all’amministrazione: la Nuorese non è più disposta a farsi carico dell’incuria e chiede risposte immediate sulle pendenze economiche. Tutto è rimandato a lunedì, quando è previsto un incontro decisivo tra la società e gli amministratori comunali. Al termine dell’incontro, le parti si sono accordate affinché la squadra tenga le chiavi, in attesa di pianificare eventuali interventi da parte del Comune.
