NUORO – Colpo di scena giudiziario nell’ambito della maxi inchiesta antidroga denominata “Polo Ovest”. Il tribunale del riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Antonio Pasquale Sanna, disponendone l’immediata scarcerazione. L’uomo, l’ultimo indagato sfuggito alla cattura nel blitz dello scorso 14 dicembre, si era costituito il 19 dicembre presso la questura di Nuoro accompagnato dai sua legali Margherita Baragliu e Rinaldo Lai. Dopo un iniziale periodo di detenzione nel carcere di Badu ‘e Carros, Sanna era stato trasferito nella struttura di Bancali a causa del recente svuotamento dell’istituto barbaricino per la sua nuova destinazione volta all’accoglienza di detenuti in 41bis41bis.. Nella serata di ieri, in seguito all’accoglimento del ricorso, è tornato in libertà.
L’OPERAZIONE POLO OVEST – L’operazione, coordinata dalla DDA di Cagliari e condotta dai Carabinieri di Olbia, aveva portato a 21 misure cautelari firmate dal GIP Elisabetta Patrito. L’indagine ha svelato un sistema ramificato tra la Sardegna e la Penisola (con ramificazioni a Bergamo, Latina e Novara) basato su un insolito meccanismo di scambio: la marijuana prodotta nell’Isola veniva usata per acquistare cocaina; circa 50 chilogrammi di cannabis per ogni chilogrammo di cocaina; un giro d’affari stimato in 3 milioni di euro, con oltre 200 kg di cocaina e 450 kg di marijuana movimentati dal 2019 a oggi. Sebbene Olbia fosse lo snodo logistico principale, l’inchiesta ha confermato la centralità del Nuorese e della Baronia sia nella fase produttiva che in quella logistica. L’annullamento della misura per Sanna rappresenta ora un punto di svolta nel percorso processuale per la posizione dell’indagato, mentre restano in piedi le accuse per il resto della rete criminale che collegava la produzione locale ai mercati nazionali.
