NUORO – Il consiglio fiumestraordinario sul futuro del carcere di Badu ‘e Carros, tenutosi questo pomeriggio nelle sede della Camera di Commercio della città, ha innescato un duro scontro politico. Nonostante il fronte comune contro l’arrivo di nuovi boss in Sardegna, il Centrodestra ha sferrato un affondo contro il sindaco Emiliano Fenu e la presidente Alessandra Todde, accusandoli di “smemoratezza politica”.

Consiglieri Comunali (foto S.Novellu)
Secondo l’esponente Maura Chessa, le forze che oggi guidano la protesta avrebbero avallato nel 2020 le basi per l’ampliamento del regime speciale, ricalcando — a dire dell’opposizione — lo schema già visto con la questione delle pale eoliche: acconsentire agli atti per poi protestare sul territorio.

Alessandra Todde (foto S.Novellu)
Mentre il Centrosinistra denuncia il rischio di trasformare Nuoro in una “colonia penale” sradicata dal contesto educativo, il deputato Pietro Pittalis ha detto che era pronto a fare battaglia contro l’arrivo dei detenuti del 41 Bis ma nel contempo ha rassicurato escludendo il rischio che la struttura diventi la “Cayenna d’Italia”. Pittalis ha evidenziato anche che in un confronto diretto con il ministro Nordio non ci dovrebbero essere i numero che sono stati paventati. Affermazione totalmente contrastante con quella della presidente Todde. Resta la richiesta, condivisa da diversi consiglieri, di acquisire documenti certi per verificare le reali decisioni assunte dal ministero della Giustizia.
