NUORO – Il futuro della casa circondariale di Badu ’e Carros torna al centro del dibattito isolano, sollevando una riflessione profonda che coinvolge istituzioni e cittadini. Al centro della questione, l’ipotesi dell’arrivo di circa 90 detenuti in regime di carcere duro, un tema che l’avvocato ed ex Senatore Giuseppe Luigi Cucca propone di affrontare con un approccio corale e identitario, suggerendo che sia la Presidente Alessandra Todde a farsi garante di questo sentimento diffuso a capo di un movimento popolare.

Giuseppe Luigi Cucca (foto S.Novellu)
L’occasione per parlarne è il Consiglio Comunale straordinario convocato oggi, a partire dalle 15:30, presso la Camera di Commercio di Nuoro. Un incontro che si preannuncia partecipato e carico di aspettative per il territorio.
UN APPELLO ALL’UNITÀ DI INTENTI – Secondo Cucca, il momento richiede di superare le divisioni partitiche per concentrarsi su una strategia condivisa. “In questa fase non c’è posto per le polemiche,” ha dichiarato l’ex Senatore, sottolineando la necessità di agire con una voce sola davanti alle decisioni assunte in sede di Conferenza Stato-Regione. L’obiettivo non è la protesta fine a se stessa, ma la tutela di un equilibrio sociale e territoriale che la comunità nuorese sente di dover difendere.
OLTRE LE POLEMICHE SUL PASSATO – L’avvocato Cucca ha voluto anche sgomberare il campo dalle critiche riguardanti le scelte del passato. Il riferimento è alla presunta responsabilità di chi, tra il 2018 e il 2020, non si oppose alle scelte del Ministro Bonafede durante l’emergenza pandemia. “Non strumentalizziamo un periodo drammatico per l’Italia come quello del Covid,” attacca Cucca. “Quello fu un momento di emergenza globale, scarcerazioni forzate e distribuzione dei detenuti legati al 41 bis nelle carceri di tutta Italia e non solo nell’Isola. Oggi, nel 2026, siamo di fronte a una scelta politica deliberata in sede di Conferenza Stato-Regione, ed è su questo che dobbiamo dare battaglia.”

Alessandra Todde
RADICI NORMATIVE E SICUREZZA – Il dibattito odierno non dimenticherà i passaggi storici che hanno delineato l’attuale regime di alta sicurezza, come la riforma del 2009 voluta dall’allora Ministro Angelino Alfano per rendere ancora più impermeabile il contatto tra i boss mafiosi e l’esterno. Oggi, la sfida per Nuoro è capire se il sistema carcerario locale possa sostenere un carico così significativo senza alterare la vocazione e la sicurezza del territorio circostante.
LA PAROLA ALLA COMUNITÀ – L’incontro di stasera alla Camera di Commercio rappresenta un momento di democrazia partecipata fondamentale. La proposta di una guida forte, rappresentata dalla massima istituzione regionale, mira a trasformare una preoccupazione locale in una questione di rilevanza nazionale, cercando un dialogo costruttivo con il Governo per il bene della Sardegna.
