L’operazione dei Carabinieri smantella un’associazione a delinquere responsabile di 36 colpi nel Sud Sardegna. Tra le auto rubate e poi incendiate per cancellare le tracce, anche un mezzo della Polizia Penitenziaria.
CARBONIA – Si chiude il cerchio attorno a un sodalizio criminale che per mesi ha seminato il panico tra i commercianti del Sulcis. I Carabinieri della Stazione di Carbonia hanno dato esecuzione a 7 provvedimenti cautelari (5 in carcere, uno ai domiciliari e un obbligo di firma) emessi dal GIP del Tribunale di Cagliari. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio.
UN MODUS OPERANDI SPREGIUDICATO – L’indagine, partita nel novembre 2023, ha fatto luce su una serie di “spaccate” ai danni di supermercati, aree di servizio e attività commerciali tra Carbonia e San Giovanni Suergiu. Il gruppo agiva con estrema audacia: utilizzavano auto rubate come arieti per sfondare le vetrine, per poi darle alle fiamme subito dopo il colpo nel tentativo di distruggere ogni prova biologica o tecnologica.
Tra gli episodi contestati nei 36 capi d’accusa, spicca il furto di diverse vetture da una nota concessionaria locale e persino il furto di un’auto della Polizia Penitenziaria parcheggiata a Cagliari.
L’ORGANIZZAZIONE E I VERTICI – Secondo l’ipotesi investigativa, l’organizzazione aveva la sua base operativa nel campo nomadi di Caput d’Acquas. I vertici, di etnia Rom, si avvalevano del supporto logistico di pregiudicati locali. Oltre ai sette (in cella sono finiti un 24enne e un 34enne di Carbonia, un 23enne e un 29enne di Alghero già noti alle forze di polizia. Ai domiciliari è andato un 42enne di Carbonia, obbligo di firma per un 24enne sempre di Carbonia. Tutti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata ai furti e ai reati contro il patrimonio). Altre quattro persone sono state denunciate con l’accusa di avere cooperato con l’associazione come basisti o ricettatori. arrestati.
INDAGINI TRA TECNOLOGIA E TRADIZIONE – Nonostante i malviventi tentassero di rendersi irriconoscibili con guanti e travisamenti, e arrivassero a distruggere le telecamere di sorveglianza con mazze e bastoni, i Carabinieri sono riusciti a ricostruire i loro movimenti. Decisive sono state.
- Le immagini di videosorveglianza: recuperate e analizzate minuziosamente.
- Pedinamenti e osservazione: un lavoro costante sul territorio che ha permesso di mappare i contatti tra i membri della banda.
- Accorgimenti tecnico-scientifici: che hanno confermato i sospetti raccolti sulla scena del crimine.
IL MAXI BLITZ – L’operazione di questa mattina ha visto un imponente dispiegamento di forze: oltre ai militari di Carbonia, sono intervenuti i colleghi di Alghero, lo Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna, le unità cinofile e un elicottero dell’11° NEC di Elmas.
