Una candela su una bottiglia di champagne scatena l’inferno nel locale “Le Constellation”. Tra le vittime molti giovani, si lavora sul DNA per identificare le vittime tra cui sei italiani
CRANS-MONTANA – Quello che doveva essere il veglione di Capodanno più esclusivo delle Alpi si è trasformato, nel giro di pochi secondi, in una delle peggiori catastrofi della storia recente svizzera. Il bilancio ufficiale del rogo che ha devastato il bar “Le Constellation“, nel cuore della rinomata stazione sciistica del Canton Vallese, è salito a 47 vittime accertate, mentre oltre cento feriti sono ricoverati in vari ospedali tra Sion, Zurigo, Losanna e Milano. (circa 112-115). Molte delle salme non sono ancora state identificate a causa delle condizioni dei resti.
LA SCINTILLA E IL ROGO – Secondo le prime ricostruzioni della polizia cantonale, la tragedia si è consumata intorno alle ore 01:30 del 1º gennaio 2026. Alcune testimonianze concordano su un dettaglio fatale: una cameriera, portata a spalla da un collega, stava servendo una bottiglia di champagne sormontata da una candela pirotecnica accesa. La fiamma avrebbe toccato il controsoffitto, pare rivestito di pannelli isolanti in schiuma non a norma, innescando un incendio fulmineo. In meno di dieci secondi, il calore accumulato ha generato il fenomeno del “flashover”: un’esplosione termica che ha saturato l’ambiente di gas infiammabili, trasformando il locale in una trappola di fuoco. La folla, composta in gran parte da giovani tra i 17 e i 25 anni, si è accalcata verso l’unica scala d’uscita, rivelatasi troppo stretta per gestire il flusso dei circa 200 presenti.
IL DRAMMA DEGLI ITALIANI – A tre giorni dal rogo, il bilancio riguardante i cittadini italiani coinvolti si è consolidato, pur rimanendo drammatico a causa dell’incertezza che avvolge ancora l’identificazione di molte vittime. Al momento, il numero ufficiale degli italiani dispersi è di 6 persone mentre i feriti sono 13. Si tratta di giovani e adulti di cui non si hanno notizie dalla notte di Capodanno e che non figurano nelle liste dei ricoverati negli ospedali elvetici o lombardi. Tra loro Emanuele Galeppini, 17 anni, residente a Dubai ma cittadino italiano, promessa del golf. La famiglia ha confermato che il ragazzo si trovava all’interno del locale al momento dello scoppio dell’incendio, e Giovanni Tamburi, 16 anni, di Bologna, anche per lui, gli appelli sui social e le ricerche presso i centri di soccorso non hanno dato esito.
Tre connazionali hanno riportato ustioni su oltre il 60% del corpo e gravi danni alle vie respiratorie a causa dell’inalazione di fumi tossici.
SI LAVORA SUL DNA – Il processo di identificazione delle 47 vittime totali è estremamente complesso. La polizia svizzera ha comunicato che, a causa dell’intensità del calore sprigionato dal “flashover”, molte salme sono attualmente irriconoscibili. È stato avviato il prelievo dei campioni di DNA dai familiari giunti a Crans-Montana per procedere ai confronti genetici, un’operazione che richiederà diversi giorni.
LA POLITICA – l Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito l’impegno totale dell’Unità di Crisi della Farnesina. “Siamo accanto alle famiglie in questo momento di angoscia indicibile,” ha dichiarato il ministro dopo il sopralluogo lungo la via principale della stazione sciistica, dove è stato allestito un centro di accoglienza per i parenti delle vittime. Le indagini della procuratrice Béatrice Pilloud proseguono intanto sul fronte della sicurezza: si attende di capire se le uscite di sicurezza fossero ostruite e perché i materiali di rivestimento abbiano favorito una propagazione così violenta del fuoco.
