Dalla Sardegna alla guida del Pronto Soccorso: la sfida vinta della nuorese Antonella Grazia Capelli

Salvatore

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Dalla Sardegna alla guida del Pronto Soccorso: la sfida vinta della nuorese Antonella Grazia Capelli

venerdì 02 Gennaio 2026 - 17:40
Dalla Sardegna alla guida del Pronto Soccorso: la sfida vinta della nuorese Antonella Grazia Capelli

La dottoressa Antonella Capelli

Mentre i dati di ottobre 2025 delineano un quadro drammatico per la sanità italiana — con il 45% delle borse di studio in Medicina d’Emergenza-Urgenza rimaste vuote e una fuga di massa dai reparti di prima linea — c’è chi sceglie di restare in trincea con una preparazione d’eccellenza. Antonella Grazia Capelli, 48 anni, originaria di Nuoro, è il nuovo volto alla guida dei Pronto Soccorso dell’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo e di Sesto San Giovanni.

UN CURRICULUM CONTROCORRENTE TRA CHIRURGIA E MANAGEMENT– In un’epoca in cui la chirurgia perde attrattività (con il 37% dei posti non assegnati), la carriera della professoressa Capelli brilla per completezza. Laureata con lode a Sassari e specializzata a Pavia, ha collezionato otto master di II livello, toccando ambiti cruciali come la terapia intensiva pediatrica e il management sanitario. Oggi, oltre alla direzione clinica, trasmette la sua esperienza come docente all’Università di Brescia.

LA SCELTA DI PARTIRE: QUANDO L’ISOLA DIVENTA STRETTA –  La  professoressa Capelli evidenzia come è  maturata la sfida di lasciare la Sardegna per i grandi centri del Nord. «È stata una decisione maturata durante il corso di laurea», spiega la dottoressa. «Avevo necessità di approfondire, di studiare. Con tutto l’amore che provo per la mia terra, sentivo che ciò che poteva offrirmi non era sufficiente. La sentivo un po’ stretta». Una “fame di sapere” che l’ha portata, ancora studentessa, a integrare i programmi di Sassari con quelli dei grandi atenei di Milano e Roma.

LA BATTAGLIA PER LA SPECIALIZZAZIONE E IL SUCCESSO A PAVIA –  Il passaggio dalla Sardegna alla penisola non è stato privo di ostacoli, a partire dalle resistenze familiari. «Mio padre voleva che restassi in Sardegna. Per vincere questa “battaglia” coinvolsi anche il direttore della clinica chirurgica di Sassari, il professor Dettori». Nonostante non fosse mai uscita dall’Isola da sola, la determinazione l’ha premiata: «Andai a Pavia senza sapere a cosa andassi incontro. Era un ambiente sconosciuto, ma il mio obiettivo era chiaro. Nonostante i rischi di rimanere fuori dalle scuole di specialità dell’epoca, arrivai prima al concorso. La tenacia mi ha permesso di raggiungere il mio traguardo».

L’EMERGENZA COME VOCAZIONE IN UN SISTEMA IN CRISI –  L’esempio della dottoressa Capelli si pone come un faro in un momento in cui la medicina d’urgenza vive la sua ora più buia. Mentre i giovani colleghi fuggono da turni massacranti e stipendi non competitivi, la sua nomina a direttore di strutture complesse come il Bassini e i presidi di Sesto San Giovanni conferma che la passione e la competenza manageriale possono ancora fare la differenza nella gestione della salute pubblica.

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