Badu ’e Carros. Domenico Mele: «La lagne dei politici nuoresi? Un teatro dell’incoerenza»

Salvatore

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Badu ’e Carros. Domenico Mele: «La lagne dei politici nuoresi? Un teatro dell’incoerenza»

venerdì 02 Gennaio 2026 - 17:57
Badu ’e Carros. Domenico Mele: «La lagne dei politici nuoresi? Un teatro dell’incoerenza»

Domenico Mele (foto S.Novellu)

Mentre a Nuoro si scalda il clima politico in vista del consiglio comunale aperto contro la trasformazione di Badu ’e Carros in polo esclusivo per il 41-bis, Domenico Mele, esponente di Democrazia Sovrana Popolare Sardegna, interviene duramente per denunciare quella che definisce «la parata dell’incoerenza». Secondo Mele, il coro di proteste che oggi si leva contro le scelte del ministero della giustizia sarebbe guidato proprio da quegli esponenti politici che, negli anni passati, hanno occupato ruoli di governo e incarichi parlamentari senza opporsi alla trasformazione dell’isola in una “regione-carcere”.

L’esponente di Dsp punta il dito contro i principali protagonisti della scena politica attuale, richiamando le loro responsabilità passate. Sotto la lente finisce la presidente della regione, Alessandra Todde, ricordando il suo ruolo di sottosegretaria e viceministro nei governi Conte e Draghi, così come il sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu, già senatore durante il mandato del ministro Bonafede. Mele non risparmia critiche nemmeno a Ettore Licheri, Pietro Pittalis e Giuseppe Luigi Cucca, sottolineando come nessuno di loro abbia alzato la voce nelle sedi istituzionali romane quando i provvedimenti sul sistema penitenziario sardo venivano effettivamente decisi.

Il duro attacco di Mele si estende anche all’area indipendentista, citando il caso di Pier Franco Devias  criticando l’alleanza con le forze politiche tradizionali come Pd e Movimento 5 Stelle, ritenute responsabili della creazione di quello che oggi viene descritto come un “campo di concentramento” per il regime di carcere duro. Per l’esponente di Democrazia Sovrana Popolare, la coalizione che oggi governa Nuoro rappresenta lo specchio di chi ha permesso che i decreti venissero firmati nel silenzio generale. «Oggi scoprono improvvisamente la vocazione territoriale e si presentano come scudi contro Roma», conclude Mele, definendo l’attuale mobilitazione un’operazione elettorale tardiva e invitando i rappresentanti coinvolti al silenzio, ritenuto in questo momento l’unico atto dignitoso possibile di fronte ai cittadini nuoresi.

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