Nuoro. Scatta la mobilitazione contro il 41-bis: Ciccolini chiama il territorio alla «resistenza»

Salvatore

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Nuoro. Scatta la mobilitazione contro il 41-bis: Ciccolini chiama il territorio alla «resistenza»

venerdì 19 Dicembre 2025 - 12:57
Nuoro. Scatta la mobilitazione contro il 41-bis: Ciccolini chiama il territorio alla «resistenza»

Il presidente della Provincia Giuseppe Ciccolini (foto S.Novellu)

Il presidente della Provincia Ciccolini annuncia battaglia in Consiglio: «Una scelta inaccettabile che calpesta l’identità e lo sviluppo della nostra comunità. Ora serve un fronte comune con Regione e parlamentari»


NUORO – La trasformazione del carcere di Badu ‘e Carros in una struttura interamente destinata al regime di 41-bis non è solo una questione di edilizia penitenziaria, ma un vero e proprio “caso politico” che sta sollevando un’ondata di indignazione nel capoluogo barbaricino. Dopo il vescovo Mura, la presidente della Regione Todde e il sindaco Fenu, si inserisce nella protesta anche presidente della Provincia, Giuseppe Ciccolini, il quale con una nota durissima ha espresso la totale contrarietà del territorio a una decisione calata dall’alto che rischia di segnare indelebilmente il futuro della città. Per Ciccolini, la scelta del Ministero della Giustizia è un atto che il territorio nuorese «non può accettare». Il timore, condiviso da gran parte delle istituzioni locali, è che l’istituzione di un polo esclusivo per il carcere duro in via Badu ‘e Carros possa soffocare le prospettive di sviluppo e l’identità stessa della provincia. «Si carica il territorio di un peso sproporzionato – spiega il Presidente – senza portare alcun beneficio concreto alla comunità locale, ma anzi generando conseguenze rilevanti sotto il profilo sociale e della sicurezza».

Il Presidente non intende limitarsi alle dichiarazioni di principio. Il primo passo formale sarà la convocazione della Conferenza dei capigruppo per inserire il tema all’ordine del giorno del Consiglio provinciale. L’obiettivo è ottenere un voto unanime, una posizione «chiara, forte e unitaria» che funga da scudo contro le direttive ministeriali. Ma la battaglia di Ciccolini punta ad andare oltre le mura del palazzo provinciale. Il Presidente invoca infatti una «resistenza» corale, una presa di posizione che veda uniti non solo i politici, ma anche il mondo della scuola, le parti sociali e i cittadini comuni. Una mobilitazione civica per ribadire che Nuoro non può essere identificata solo come il “terminale” della detenzione speciale dello Stato.

In un raro momento di convergenza politica, Ciccolini ha lodato la compattezza dei parlamentari sardi che, in modo bipartisan, hanno già manifestato la propria opposizione. Tuttavia, il tempo stringe. Il Presidente ha rivolto un appello diretto alla Presidente della Regione e al Consiglio Regionale affinché si facciano portavoce di un’azione coordinata e incisiva a Roma. «È necessario aprire un confronto serio sulle alternative possibili», conclude Ciccolini. La sfida è lanciata: Nuoro chiede di essere ascoltata, rivendicando il diritto a una programmazione che non passi necessariamente attraverso le grate del regime speciale, ma che tenga conto delle reali vocazioni di un territorio già duramente provato da altre crisi. (S.NOVELLU)

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