Il vescovo Mura: «Badu ’e Carros tutto al 41bis sarebbe un colpo alla città»

Salvatore

Per la tua pubblicità su Cronache Nuoresi scrivi una mail a: commerciale@cronachenuoresi.it o chiama il n. +39 324 952 7229

Il vescovo Mura: «Badu ’e Carros tutto al 41bis sarebbe un colpo alla città»

mercoledì 17 Dicembre 2025 - 23:20
Il vescovo Mura: «Badu ’e Carros tutto al 41bis sarebbe un colpo alla città»

Mons. Antonello Mura (foto S.Novellu)

Monsignor Antonello Mura denuncia il rischio di un carcere di “sepolti vivi”: «Fonti credibili, spero di sbagliarmi». La presidente Todde conferma: «Ipotesi reale e imminente»


NUORO – Il futuro del carcere di Badu ’e Carros scuote le istituzioni sarde e accende un caso politico nazionale. Quello che fino a poche settimane fa era solo un sospetto, oggi assume i contorni di un piano imminente: trasformare lo storico penitenziario nuorese in una struttura interamente ed esclusivamente dedicata ai detenuti sottoposti al regime del 41bis.

Nuoro. Il carcere di Badu 'e carros (foto S.Novellu)

Nuoro. Il carcere di Badu ‘e carros (foto S.Novellu)

L’ALLARME DELLA DIOCESI – Il primo a rompere il silenzio è il vescovo di Nuoro, monsignor Antonello Mura, che dalle colonne della rivista diocesana L’Ortobene descrive uno scenario inquietante. «Il giorno di Natale potrei trovare il carcere vuoto», scrive il presule, riferendosi ai ritmi serrati con cui si starebbe procedendo al trasferimento dei detenuti comuni verso altre sedi. Secondo monsignor Mura, le voci di una ristrutturazione finalizzata al solo carcere duro sono «molteplici e provenienti da fonti credibili». Per la Chiesa locale, la trasformazione di via Badu ’e Carros in un’enclave di massima sicurezza tra le case della città rappresenterebbe un colpo mortale alla funzione rieducativa della pena. «Si rischia di inaugurare un futuro in cui il carcere non è più un luogo per riabilitarsi, ma solo per esistere come sepolti vivi», ammonisce il vescovo, parlando di un trattamento che «sa più di annientamento della persona che di rieducazione».

LA REGIONE: “INACCETTABILE” – A stretto giro arriva il sostegno della Presidente della Regione, Alessandra Todde, che sposta il piano del confronto sullo scontro diretto con il ministero della giustizia. La governatrice definisce l’ipotesi «concreta e imminente», denunciando il totale silenzio del Governo nazionale nonostante le sollecitazioni inviate a palazzo Chigi e via Arenula. «È una scelta gravissima assunta senza alcun confronto con la Regione», attacca Todde, ricordando come l’isola ospiti già il numero più alto di detenuti al 41bis in rapporto alla popolazione. Secondo la Presidente, destinare un intero carcere a questo regime significa condannare il territorio al rischio di infiltrazioni mafiose, proprio mentre la Sardegna cerca il rilancio attraverso grandi progetti scientifici come l’Einstein Telescope. «L’insularità non può essere la nostra condanna», ha concluso la governatrice, chiedendo conto dell’operazione anche ai parlamentari sardi che sostengono l’esecutivo.

UN TERRITORIO IN ATTESA – Mentre i pullman per il trasferimento dei detenuti continuano a muoversi lungo via Badu ’e Carros, la città attende smentite ufficiali che, per ora, non arrivano. Il rischio, paventato da entrambi i leader, è che Nuoro venga identificata stabilmente come la capitale del carcere duro, legittimando quella che il vescovo Mura definisce «una società spietata e senza futuro».

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta
Sostieni l'informazione libera e indipendente di Cronache Nuoresi