Pechino, 04 mag 10:40 – (Xinhua) – Avete mai pensato a come i farmaci riescano a farsi strada all’interno del corpo? I metodi tradizionali di somministrazione dei farmaci funzionano un po’ come inviare un pacco in una città sconosciuta: spesso si perdono o finiscono nel posto sbagliato. Ma ora, ricercatori cinesi hanno sviluppato dei “cerotti intelligenti” per organi, in grado di rendere la somministrazione dei farmaci più precisa ed efficiente.
Un team di ricerca congiunto della Beihang University, della Peking University e di altre istituzioni ha sviluppato una benda elettronica che funziona come un cerotto per organi.
Secondo i ricercatori, i farmaci somministrati per via orale o endovenosa spesso circolano nel flusso sanguigno e faticano a trovare l’esatto sito bersaglio. Questo non solo è inefficiente, ma può anche danneggiare organi sani lungo il percorso. I farmaci a macromolecole, inoltre, incontrano una difficoltà ancora maggiore, poiché vengono spesso bloccati dalla membrana cellulare, che agisce come una sorta di barriera di sicurezza.
Il team ha integrato tecnologie di elettronica e di micro-nano lavorazione flessibili per creare il cerotto ultra-sottile, spesso quanto un normale foglio di carta da stampa, che può essere applicato direttamente sulla superficie di un organo.
La struttura unica del cerotto consente l’alimentazione wireless. Può perforare in modo sicuro le membrane cellulari a bassa tensione e, grazie all’intensissimo campo elettrico generato all’interno dei nano-pori, può veicolare rapidamente e con precisione le molecole del farmaco nel sito bersaglio.
“È come creare un’autostrada per la somministrazione dei farmaci”, ha dichiarato Chang Lingqian, professore presso la Scuola di ingegneria biologica e medica della Beihang University.
“Questo studio è già stato applicato nel settore dell’estetica medica e nella riparazione di traumi cutanei, e mostra un grande potenziale per i futuri trattamenti di gravi patologie come il cancro e i traumi”, ha aggiunto Chang.
I risultati dello studio sono stati pubblicati il 30 aprile sulla rivista accademica internazionale Nature. (Xin) © Xinhua
